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Spesi tra 4,189 e 4,214 miliardi di euro su una dotazione complessiva di 4,359

Po Fesr, spesa al 96%. Crocetta si dice orgoglioso, ma annuncia verifiche sui manager che non hanno raggiunto i risultati

24 Marzo 2017

Rosario Crocetta si dice “orgoglioso” dei risultati raggiunti sulla spesa dei fondi del Programma operativo Fesr 2007-2013 , presentati oggi all’Albergo delle Povere di Palermo. Ma fa sapere ai dirigenti che hanno ottenuto le performance peggiori che il loro operato avrà delle conseguenze. “E’ ovvio che tra i dirigenti generali c’è chi ha prodotto più risultati chi ne ha prodotti di meno e la valutazione che farò sarà basata anche sulla capacità di certificazione della spesa che hanno avuto. Se un dirigente non raggiunge gli obiettivi e non giustifica le ragioni credo che debba cambiare posto”, ha detto nel corso del suo intervento. A chi si riferisce nello specifico? Il presidente della Regione non usa giri di parole: “mi riferisco ai Beni culturali e allo Sviluppo economico, dove si è certificato di meno rispetto a quello che andava fatto. Con questi direttori va fatto un ragionamento”.

Nonostante il rendimento non ottimale di alcuni dipartimenti, la previsione della spesa al 31 marzo relativa alle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale oscilla tra il 96,1 e il 96,7 per cento. In termini assoluti questo dato si traduce in 4,189 e 4,214 miliardi di euro su una dotazione complessiva di 4,359 miliardi. Un traguardo insperato se si considera il livello di partenza ereditato dal governo precedente. Un aspetto sottolineato anche dal responsabile Sviluppo Economico della segreteria regionale PD Sicilia, Carmelo Greco: “fino a quattro anni fa il ritardo accumulato dai precedenti governi metteva a rischio circa 1 miliardo di euro (oggi contenuto in 200 mln), che inevitabilmente sarebbero tornati nelle casse dell’UE. Una buona notizia per la Sicilia”.

Po Fesr, spesa al 96%. Crocetta si dice orgoglioso, ma annuncia verifiche sui manager che non hanno raggiunto i risultati

Tra i grandi progetti realizzati con i fondi europei, la metropolitana di Catania, il raddoppio della statale 640 Agrigento-Caltanissetta e gli interventi sull’acquedotto Montescuro che serve comuni tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani. Si è discusso, tra l’altro, anche degli strumenti di ingegneria finanziaria attivati nell’ambito del Programma, con la presentazione di un progetto realizzato alla biblioteca dell’università “Kore” di Enna. Per quanto riguarda, poi, la territorializzazione, si sono realizzati i nuovi impianti di risalita di Piano Battaglia, il Centro neurolesi “Bonino Pulejo” di Messina, e ancora, è stato rifunzionalizzato l’ospedale “Aiello” di Mazara del Vallo e riqualificato il Teatro Santa Cecilia di Palermo.

Crocetta ha sottolineato il ruolo che la programmazione europea ha avuto sull’economia siciliana. “La spesa dei fondi Ue – ha detto – ha contribuito alla crescita del Pil pari al 3,6% negli ultimi due anni in Sicilia e all’aumento dell’occupazione”. Il presidente della Regione ha rivendicato il lavoro svolto dall’atto del suo insediamento: “cinque anni fa – ha spiegato – avevo capito che la vecchia programmazione avrebbe comportato il disimpegno di ingenti risorse, per cui abbiamo rimodulato la spesa e oggi raccogliamo questo straordinario risultato, finanziando il turismo, le piccole e medie imprese, il manifatturiero soprattutto nel campo dell’agricoltura, le infrastrutture a partire dalla Siracusa-Gela, dalla Caltanissetta-Agrigento, dalla Nord-sud”.

Di risultato più che soddisfacente ha parlato anche il vicepresidente della Regione Siciliana, Mariella Lo Bello. “Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato – il lavoro di squadra svolto ci ha permesso di recuperare i ritardi del passato, senza dimenticare che, nel 2012, avevamo una spesa molto al di sotto delle aspettative e delle previsioni. Abbiamo recuperato praticamente tutto, rispetto ai numeri catastrofici di qualche anno fa e adesso siamo pronti per questa nuova fase, il Po Fesr 2014-2020, che ci darà la possibilità di recuperare un po’ di quanto perso in passato”.

 

 

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