Polemiche sulla preside di Messina: "Mie parole fraintese, non chiedo scusa" :ilSicilia.it
Messina

"Mio discorso decontestualizzato"

Polemiche sulla preside di Messina: “Mie parole fraintese, non chiedo scusa”

13 Dicembre 2019

“Non ho offeso nessuno, le mie parole sono state fraintese o per meglio dire è stata montata solo una parte del mio discorso ma il senso di quanto avevo detto era ben altro, non ho mai voluto mancare di rispetto a nessuno”. Così la professoressa Lidia Leonardi, preside del Liceo scientifico Seguenza di Messina, si difende dalle pesanti accuse e le polemiche scatenatesi nei suoi confronti per effetto di alcune espressioni pronunciate dalla dirigente nel corso di un’assemblea degli studenti.

La preside, nella circostanza, aveva chiesto un contributo alle famiglie e gli studenti avevano manifestato contrarietà, e a quel punto la Prof. Leonardi aveva cercato di interloquire con loro, spiegando che si trattava di un contributo compatibile con le possibilità finanziare delle famiglie.

“Si tratta – ha detto – solo di 50 euro, il costo di un caffè a settimana, non credo che le vostre famiglie non possano permettersi un caffè al giorno”. E poi la frase della discordia: “Questo è un liceo di alto prestigio, non è come le scuole di montagna, non siete figli di contadini”.

Il liceo Seguenza di Messina
Il liceo Seguenza di Messina

Da quel momento si è scatenata la polemica, con il sindaco Cateno De Luca che ha chiesto le scuse pubbliche della dirigente. Ora la preside è intervenuta per fare chiarezza sui fatti, dicendosi amareggiata dalla vicenda e senza sottrarsi a una risposta sulla tempesta mediatica che si è scatenata su di lei.

“Con i ragazzi e con le famiglie – ha detto la dirigente Leonardi -, nel corso degli anni, abbiamo fatto tante battaglie insieme e abbiamo anche salvato l’unità di questa scuola. In questa occasione è stato frainteso quanto ho detto e questo mi dispiace molto. Chi mi conosce sa che ho sempre rispettato tutti. Non ho mai avuto intenzione di offendere nessuno. Non ritengo di dover chiedere scusa, lo fa chi ha la consapevolezza di aver sbagliato e fatto del male a qualcuno. Io ho semplicemente dialogato con i miei studenti ma il senso delle mie affermazioni, in un discorso di 2 ore e mezzo, è stato decontestualizzato e frammentato in un filmato di pochi secondi dal quale emerge un qualcosa che non corrisponde al senso del mio discorso e quindi alla verità. In quella stessa giornata gli studenti alla fine mi hanno applaudito”.

“Non ho mai fatto nulla che possa aver offeso nessuno. Sono sempre stata rispettosa di chiunque. Se ci fosse stato uno sbaglio, non avrei esitato a chiedere scusa. Non ho mai nemmeno lontanamente di offendere famiglie rispettabilissime. Io ho un’estrazione sociale della media borghesia. Mio padre era uno scultore, mia madre era casalinga, quindi nemmeno io appartengo a livelli sociali elevati. Credo nel merito e nell’impegno e nel sacrificio, alla scuola come ascensore sociale. Sono io che esigo le scuse da chi ha costruito passaggi di quel discorso nei confronti della mia persona”.

 

 

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Cultura
di Renzo Botindari

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