Policlinico di Palermo, SNALS e CISL: "Si stabilizzino al più presto i lavoratori precari" :ilSicilia.it
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Policlinico di Palermo, SNALS e CISL: “Si stabilizzino al più presto i lavoratori precari”

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18 Ottobre 2021

Mediante un comunicato ufficiale SNALS e CISL si sono espressi in merito alla stabilizzazione dei lavoratori precari del Policlinico di Palermo. “Le scriventi organizzazioni sindacali esprimono gravi perplessità sia sul metodo che sui contenuti degli ultimi atti in ordine di tempo adottati dal commissario straordinario dell’A.O.U.P. “Paolo Giaccone” in merito a due bandi deliberati per la “Selezione pubblica, per titoli e colloquio, per la formazione di una graduatoria riguardante l’attribuzione d’incarichi per eventuali supplenze o sostituzioni di personale Collaboratore Amministrativo da assumere con contratto a tempo pieno e determinato” (Delibera n. 1034 del 05310.2021) e per la “Selezione pubblica, per titoli e colloquio, per la formazione di una graduatoria riguardante l’attribuzione d’incarichi a tempo pieno e determinato per eventuali supplenze o sostituzioni di personale Dirigente Amministrativo” (Delibera n. 1007 del 28.09.2021)“.

Nelle premesse a entrambe le delibere è presente il seguente passaggio: “RITENUTO di dar seguito, nelle more della definizione della nuova dotazione organica, ad una selezione pubblica per (…)”. Parafrasando Il compianto Ennio Flaiano si potrebbe dire: la situazione è grave ma non è seria. Con nota prot. N. 23/GMF/GMI/2021 del lontano 01 aprile 2021, SNALS e CISL – continuano – avevano denunciato tutte le incongruenze della dotazione organica proposta all’Assessorato dall’attuale commissario. Una dotazione incompleta, incongrua e dunque invalida che sottostima pesantemente il ruolo delle professioni sanitarie e delle varie figure professionali che compongono questo piccolo universo lavorativo. Una dotazione prevista sulla base di calcoli errati innanzitutto per la “base” da considerare, troppo riduttiva rispetto al carico di lavoro di un Policlinico Universitario”.

L’Azienda Ospedaliera Universitaria “Paolo Giaccone” di Palermo è un ente strumentale dell’Università degli Studi di Palermo dove insiste la Scuola di Medicina e Chirurgia con ben 21 Corsi di Laurea, 44 Scuole di Specializzazione e 10 Master; un “Ospedale” di riferimento per una platea ben più ampia della usuale, che abbraccia al contempo l’alta formazione per i futuri dirigenti della sanità siciliana, italiana ed europea. Una Azienda di eccellenza caratterizzata da una platea di professionisti di altissimo livello. Tra questi – proseguono – , in questa nota, per ragioni di urgenza, vogliamo concentrarci sui precari reclutati per l’emergenza Covid che attendono con ansia parole di chiarezza sul loro futuro. Eroi, che noi almeno consideriamo ancora tali, che hanno affrontato la prima linea della lotta al virus, con alti livelli di contagio e registrando, purtroppo, anche caduti”.

“Ci chiediamo dunque quale sia la necessità per una Azienda Ospedaliera Universitaria di procedere alla selezione di altri amministrativi mentre queste figure professionali sanitarie essenziali rischiano il loro futuro. Tutto ciò mentre sono ancora previste 50 unità in ingresso, tra coadiutori amministrativi e operatori tecnici, nell’ipotesi di dotazione organica da concordare con l’Assessorato della Salute. Tutto ciò mentre “stazionano” 78 unità di personale non chiaramente occupate, originariamente messe a disposizione per il tramite di un protocollo di intesa sottoscritto dalla direzione generale e i Rettori degli anni scorsi, oggetto di nostre innumerevoli segnalazioni. Tutto ciò mentre il commissario ritiene urgente procedere all’assunzione, in pianta stabile, di figure professionali per il monitoraggio amministrativo e per l’ufficio stampa”.

Chiediamo – concludono – dunque che si indirizzino le energie di questa Azienda a stabilizzare al più presto questi lavoratori precari dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo che sono stati e sono ancora i nostri eroi, persone da continuare a valorizzare promuovendone le capacità, punti di riferimento per le loro famiglie e per i loro cari, che chiedono soltanto di avere un futuro”.

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