Ponte sullo stretto, Donato (Lega): "Governo umilia la Sicilia, Musumeci intervenga" :ilSicilia.it

GRAVI LESIONI AI DIRITTI DEI SICILIANI

Ponte sullo stretto, Donato (Lega): “Governo umilia la Sicilia, Musumeci intervenga”

di
20 Novembre 2020

Sulla questione del ponte sullo stretto ci sarebbero spiacevoli novità. Il Governo Conte ha infatti deciso di non finanziare i lavori del ponte tramite i fondi europei, disponendo di conseguenza la chiusura definitiva della Società stretto di Messina in liquidazione.

LE PAROLE DI FRANCESCA DONATO

Ancora una volta il governo Conte, in occasione della legge di bilancio, dimostra di non considerare gli interessi e i diritti della Sicilia, afferma l’europarlamentare della Lega Francesca Donato.

Nel progetto del ponte sullo stretto, già allo stato preliminare, erano contenuti tutti gli studi necessari per valutare le possibili opzioni di collegamento e, non a caso, erano esclusi eventuali tunnel o alternative similari. Oggi il ministro alle Infrastrutture crea l’ennesima task force per valutare quelle stesse alternative già bocciate vent’anni fa“, continua.

Mi sorprende e mi rammarico fortemente – aggiunge la Donato – che il presidente Musumeci non abbia fatto sentire la voce dei siciliani contro questo modo vergognoso di trattare la Sicilia e l’intero sud. Il ponte sullo stretto deve tornare centrale nell’agenda politica nazionale e regionale: il progetto esiste ed è cantierabile; i fondi europei sono lì per questo. Il costo economico dell’isolamento territoriale dal resto del Paese per i nostri cittadini, le nostre produzioni e le nostre imprese, non è più sostenibile“.

Nella stessa legge di bilancio e sempre nel silenzio del governo regionale, si dispone altresì la chiusura della società regionale “Riscossione Sicilia“, negando in via del tutto unilaterale l’autonomia speciale siciliana che comprende il diritto, per Statuto, di gestire autonomamente le proprie risorse finanziarie e fiscali“.

Accettare in silenzio queste lesioni dei diritti dei Siciliani è inaccettabile da parte del governo regionale in primis, ma anche delle opposizioni. Tutta la classe politica siciliana invece dovrebbe spingere perché vengano finalmente attuati gli articoli statutari (il 36 ed il 37) che danno alla Sicilia il diritto di riscuotere le tasse prodotte sul proprio territorio, anche dalle aziende con sede legale in altre regioni“.

Io credo che il presidente della Regione – conclude l’europarlamentare – dovrebbe affrontare con maggiore coraggio le questioni che riguardano la Sicilia sui tavoli nazionali, rivendicando il diritto di presenziare in consiglio dei ministri in tutte le vicende che riguardano la Sicilia. In questa fase di incertezza e instabilità il ruolo delle istituzioni regionali è cruciale e chi lo riveste deve esercitarlo con coraggio, fermezza e perseveranza. La Sicilia ne ha fortemente bisogno e soprattutto, lo merita“.

© Riproduzione Riservata
Tag:

La GiombOpinione

di Il Giomba

La “Maleducazione 2.0”

Se è vero che i tempi cambiano, anche le cattive abitudini educative diventano tecnologiche e "2.0": anche la maleudcazione, insomma, diventa "moderna"...

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Classe dominante estrattiva

Nel mio ultimo saggio intitolato il lupo e l’agnello, pubblicato da Rubbettino, nelle librerie dal 1 luglio, tra i motivi del mancato sviluppo del Sud metto in evidenza quello della presenza di una classe dominante estrattiva

Blog

di Renzo Botindari

Quella celestiale melodia in “LA”

Il presenzialismo non finalizzato ad alcuna crescita è una opportunità sprecata, ecco perché trovo piacere di ospitare chi sappia apprezzare il valore del “regalo”.
Banner Telegram

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

La Repubblica compie 75 anni!

Una delle cause principali delle difficoltà in cui versa il Paese, segnato da uno sbandamento anche morale, da una involuzione culturale e civile, nasce sicuramente dall’avere smarrito il senso di questa data, da un affievolirsi dei valori che sono stati alla base della nascita della Repubblica
Banner Italpress

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin