Ponte sullo Stretto, Musumeci: "Non sono d'accordo col ministro Provenzano. L'opera è essenziale" :ilSicilia.it

l'affondo del presidente della Regione

Ponte sullo Stretto, Musumeci: “Non sono d’accordo col ministro Provenzano. L’opera è essenziale”

di
3 Luglio 2020

Secondo il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano “non è necessario attendere il ponte sullo stretto di Messina per avere l’alta velocità tra le grandi città siciliane, ma il governatore dell’Isola Nello Musumeci dissente dall’opinione espressa ieri dall’esponente del governo Conte nel corso di un webinar della Cisl Sicilia: “Non sono d’accordo con Provenzano – ha spiegato a margine della presentazione del biglietto integrato giornaliero bus-tram-treno che entrerà in vigore da domani a Palermo -. Noi non abbiamo bisogno di alta velocità all’interno di un’Isola dove per entrare ci vuole un’ora e un quarto con il treno”.

“A noi servono ferrovie veloci e strade sicure”, ha aggiunto Musumeci secondo cui il Ponte “èessenziale”. Il governatore ha poi aggiunto: “Da Trapani a Gela ci vogliono sette-otto ore e dal momento che a seguire c’è Comiso, che ha un aeroporto, se noi acceleriamo la tratta ferroviaria che da Trapani porta nella zona di Gela e del Comisano avremo reso un grande servizio. Lo stesso se completiamo l’autostrada che dal Trapanese si congiunge con la Catania-Siracusa-Modica-Gela”.

Questa la ricetta di Musumeci per la velocizzazione dei trasporti: “Abbiamo bisogno di una maggiore accessibilità in Sicilia, quindi il Ponte è essenziale, e abbiamo anche bisogno di accelerare la mobilità all’interno dell’Isola. In entrambi i casi la competenza non è della Regione ma dello Stato, le opere sono già previste e sono nella legge obiettivo del 2002 ma sono rimaste lì, soltanto titoli”.

 

 

LEGGI ANCHE:

Ponte sullo Stretto, Provenzano: “Non aspettiamolo in Sicilia per l’Alta velocità”

© Riproduzione Riservata
Tag:
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

La ddraunàra: i racconti di Silvana Grasso

È disponibile dal 16 luglio La ddraunàra, la raccolta di racconti di Silvana Grasso, a cura di Gandolfo Cascio ed edita da Marsilio che ripubblica così due opere, Nebbie di ddraunàra (Le Tartarughe 1993) e Pazza è la luna (Einaudi 2007).
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Zio Mariano era Stabile

Lui era di poche parole e ogni sua frase era una sentenza. Le persiane della sua finestra a balcone sono chiuse e sotto c’è soltanto un via vai di gente che si affanna per farsi notare.

I giannizzeri

A partire soprattutto dal 1850, il controllo del territorio in Sicilia diviene sempre più arduo per la gendarmeria borbonica. Gruppi armati dediti al malaffare, bande e banditi, nonostante l’inasprimento delle pene – il ricorso all’esecuzione diretta era prassi ordinaria - percorrevano senza molti contrasti le campagne siciliane e rendevano difficile garantire la sicurezza.
. Rosso & Nero .
di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

I cittadini sono sommersi dall'immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.