Porto di Giardini: due imprese di Venezia e Napoli pronte a subentrare a Tecnis :ilSicilia.it

il sindaco Lo Turco vuole sbloccare l'iter

Porto di Giardini: due imprese di Venezia e Napoli pronte a subentrare a Tecnis

6 Aprile 2019

Il Comune di Giardini  Naxos prova a stringere i tempi per sbloccare l’iter del porto turistico, sinora rimasto impantanato nelle vicissitudini che interessano la Tecnis, la ditta cioè a suo tempo incaricata dalla conferenza dei servizi di realizzare le opere.

Il sindaco Nello Lo Turco ha inviato una nota al professore Saverio Ruperto, il commissario straordinario di Tecnis e, a margine della richiesta già avanzata di un incontro, ha sollecitato chiarezza sulla situazione. La notizia infatti che potrebbe cambiare completamente il corso delle cose per il porto di Giardini è l’ingresso in campo di alcuni privati che si sono fatti avanti direttamente con il Comune e hanno bussato alla porta di Palazzo dei Naxioti per conoscere lo stato della vicenda. Si tratta di due società che potrebbero entrare in campo se dovesse, nello specifico, materializzarsi uno scorporo nelle procedure di vendita dell’asset Tecnis, per quanto concerne nello specifico una eventuale procedura che possa dare modo quindi di subentrare sui lavori del porto di Giardini.

“Ho chiesto al Commissario Ruperto quali sono le prospettive di questa vicenda – spiega Lo Turco –. Vogliamo capire se la vendita di Tecnis si sbloccherà e in tal caso in quali tempi anche perché il fatto nuovo è che, nel frattempo, ci è stata data la disponibilità ad impegnarsi sul porto di Giardini da parte di due imprese. Si tratta di importanti imprese, una di Venezia e una di Napoli, che hanno chiesto informazioni e vorrebbero capire se c’è la possibilità di subentrare a Tecnis”.

Nello Lo Turco
il sindaco Nello Lo Turco

“Si tratta di società interessate nell’ottica di una procedura di scorporo – conferma Lo Turco – ma bisogna per questo capire se è fattibile che dall’asset generale di Tecnis si possa istruire un iter specifico che vada a riguardare soltanto la società incaricata dei lavori per il porto (la Marina di Naxos Srl)”.

Il tentativo dell’Amministrazione di Giardini è quello di imprimere una svolta alle opere del porto di Giardini, per l’attesa riqualificazione dell’area portuale di Schisò. Lo Turco e Ruperto, molto probabilmente, si vedranno in tempi brevi per fare il punto.

La vendita di Tecnis di recente si è di nuovo bloccata e il primo cittadino precisa di “non voler entrare nel merito di una situazione complessa che ha dei risvolti molto più ampi e che necessitano del dovuto rispetto”, ma al contempo sottolinea che “Giardini vuole cercare di sbloccare la parte che riguarda il proprio territorio”.

Si cerca una soluzione risolutiva sul fronte Tecnis per la parte che attiene il porto senza perdere di vista però anche l’altro fronte procedurale ancora aperto a Palermo. Tecnis Spa ha presentato a suo tempo le proprie controdeduzioni alle osservazioni agli atti di Via e Vas, i piani di valutazione ambientale propedeutici agli interventi nell’area del molo di Schisò.

Il Comune spera di poter indire nei prossimi mesi la conferenza dei servizi definitiva ma prima andrà completata la parte del Via-Vas agli uffici della Regione Siciliana e si dovrà, ovviamente, attendere una schiarita definitiva proprio nella crisi di Tecnis.

© Riproduzione Riservata
Tag:
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Magistratura e politica

Dal blog "Segreti e non misteri", Alberto Di Pisa riflette sul difficile rapporto fra magistratura e politica, in uno sistema di diritto come quello italiano.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.