Porto di Palermo. Le perplessità ignorate da Delrio e Crocetta sulla nomina di Pasqualino Monti :ilSicilia.it
Palermo

Sono diversi gli aspetti critici dell'ex presidente di Assoporti e del Porto di Civitavecchia

Porto di Palermo. Le forti perplessità ignorate da Delrio e Crocetta sulla nomina di Pasqualino Monti al vertice dell’ente

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29 Maggio 2017

Lascia spazio a dubbi e perplessità la proposta di nomina del nuovo vertice dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale, con sede a Palermo, fatta dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e ben accolta dal Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta.

Sono diversi gli aspetti critici che riguardano la figura del presidente in pectore Pasqualino Monti, ex presidente di Assoporti e del Porto di Civitavecchia. Il suo nome da alcuni anni ricorre in indagini della magistratura, interrogazioni parlamentari e inchieste giornalistiche circa la gestione del porto laziale, di cui è ininterrottamente al comando dal 2011 quando fu voluto lì dall’allora ministro alle Infrastrutture Altiero Matteoli.

Una situazione che stride con le recenti dimissioni di un esponente del governo nazionale per aver ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sui collegamenti con le Isole minori siciliane e con la più volte moralità brandita dal presidente Crocetta, quale requisito indispensabile da possedere per ottenere, nel caso specifico, il suo beneplacito alla nomina.

La procedura, infatti, prevede il parere favorevole della Regione, che Crocetta ha anticipato lo scorso 27 maggio. “Su Monti – aveva dichiarato – posso dire che è una persona capace, ha esperienza e ha i titoli per ricoprire questo ruolo. E non c’è nessun motivo per dissentire dalla scelta fatta dal governo. Sul tema della nomina nei giorni scorsi mi sono sentito al telefono con il ministro Delrio. Il passaggio istituzionale è avvenuto”.

Le inchieste della magistratura

In realtà qualche motivo per dissentire ci sarebbe, quantomeno sotto il profilo dell’opportunità. Ad esempio, in relazione alla vicenda che riguarda, come racconta un articolo del Fatto Quotidiano del 18 aprile scorso, Monti risulta indagato dalla Procura di Civitavecchia in merito ad una gara vinta dal raggruppamento di imprese composto da Fincosit spa, Cidonio, CoopSette e Itinera. Il reato contestato è quello di falso ideologico in atti pubblici relativamente all’iter di approvazione di una variante. Secondo i magistrati Pasqualino Monti e Maurizio Ievolella, segretario dell’Autorità e responsabile del procedimento di gara per l’affidamento delle opere strategiche per il Porto, avrebbero “attestato falsamente fatti non rispondenti al vero” e taciuto “la già effettuata realizzazione dell’attività che avrebbe dovuto essere autorizzata preventivamente”. Infine, avrebbero consentito i lavori di dragaggio della darsena traghetti  “senza le autorizzazioni paesaggistiche o comunque in violazione delle prescrizioni imposte dal ministero dell’Ambiente” in ordine allo smaltimento del materiale dragato.

Assunzioni e consulenze

L’altra questione imbarazzante riguarda le assunzioni di 41 persone dentro l’Autorità portuale di Civitavecchia tutte per chiamata diretta, dal 2009 al 2013. Una procedura, come racconta una lunga inchiesta del quotidiano La Repubblica, avviata dal predecessore di Monti e portata avanti durante i primi anni della sua presidenza, finita sotto la lente dell’Ispettorato generale della Finanza. L’ampliamento della pianta organica chiesto da Monti nel 2011 appare del tutto irragionevole, visto che, come scrive l’ispettore Jair Lorenco del ministero dell’Economia “il traffico di passeggeri  non sembra idoneo a giustificare l’aumento del personale, essendo ormai stabile dal 2008”.  La vicenda è stata più volte sollevata anche in Parlamento di fronte al governo da un’interrogazione presentata nel 2013 dalla deputata del Pd Marietta Tidei e da una presentata nel 2015 dal senatore democratico Bruno Astorre. Nella relazione dell’Ispettorato, inoltre, sono finite una serie di consulenze discutibili, tra queste quelle a Pietro Monti, fratello di Pasqualino, del valore di 32.242.

I risultati della gestione di Monti e la richiesta di rimozione

Ad attrarre ulteriormente l’attenzione un’interrogazione dei deputati del Movimento Cinque Stelle (De Lorenzis, Bianchi, Romano), presentata nel 2016, che entra nel merito dei risultati ottenuti da Monti alla guida dell’Autorità portuale di Civitavecchia. I tre chiedono al ministro delle Infrastrutture, al ministro dell’Economia e a quello del Lavoro di valutare “la rimozione dall’incarico del dottor Pasqualino Monti, alla luce dei risultati negativi accertati in termini economici e di gestione”. In particolare gli interroganti denunciano gli “andamenti decrescenti nei volumi di traffico sia per quanto attiene i volumi delle merci, sia per quello dei passeggeri. Tra il 2011 e il 2014 i volumi delle merci nel loro complesso sono passati da 19 milioni di tonnellate a circa 15,5 milioni, con un vistoso calo del volume delle merci dei porti di Fiumicino e Gaeta piuttosto che di Civitavecchia”. Una diminuzione che si ripercuote anche sull’avanzo di amministrazione dell’Ente che passa, si legge nell’atto di sindacato ispettivo, dai 18,1 milioni del 2012 ai 9,1 milioni di euro del 2014.

Sono queste le perplessità sfuggite al ministro Delrio, ma soprattutto al presidente Crocetta, sempre molto sensibile e attento alla “questione morale”, anche quando questa non presenta risvolti penali.

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