Precari per vent'anni all'Asp Palermo: rimangono 250 amministrativi da stabilizzare :ilSicilia.it
Palermo

SCADENZA 31 DICEMBRE

Precari per vent’anni all’Asp Palermo: rimangono 250 amministrativi da stabilizzare

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16 Ottobre 2020

La Fp Cgil Palermo sollecita il tavolo: “Non si perda l’occasione della legge Madia. Non si può restare a vita con un contratto a tempo determinato“.

Sono 250 amministrativi e sono gli ultimi contrattisti precari dell’Asp Palermo da stabilizzare. Il 31 dicembre scadono i loro contratti a tempo determinato. Il personale, riunito in un’assemblea indetta dalla Funzione Pubblica Cgil Palermo, ha manifestato nei giorni scorsi forte preoccupazione e si trova in stato di agitazione.

Non si perda l’ultimo treno che consentirebbe di dare stabilità alle famiglie degli ultimi 250 precari. Queste 250 persone che rimangono devono poter uscire dall’impasse in cui sono bloccate. Lavoratori che continuano a lavorare in stato di precarietà senza poter dare stabilità alla propria vita, che resta precaria come loro“, dichiara il segretario generale della Funzione Pubblica Cgil Palermo Giovanni Cammuca.

L’Fp Cgil Palermo ha inviato una nota all’assessore regionale alla salute Razza e al direttore generale dell’Asp Palermo Daniela Faraoni, incontrata nei giorni scorsi proprio sul tema del “precariato storico“, per sollecitare la riconvocazione in tempi rapida dell’apposito tavolo sulla stabilizzazione del personale precario dell’Asp Palermo, convocato per il 26 febbraio scorso e poi saltato a causa dell’emergenza sanitaria. E per chiedere l’adozione degli atti amministrativi necessari alla chiusura del percorso entro fine 2020.

La scadenza del 31 dicembre è infatti dietro l’angolo ed è anche la scadenza per stabilizzare i precari a tempo indeterminato in “sovrannumero“, con l’art.1 comma 495 della legge 160/2019, che consente di assumere anche in ‘sovrannumero’ il personale titolare di un contratto di diritto privato e a tempo determinato.

Riteniamo che il contesto di emergenza sanitaria legato alla pandemia in corso possa ampiamente prevedere nel piano aziendale le auspicate stabilizzazioni a tempo indeterminato – aggiunge Cammuca -. Diamo atto alla direzione sanitaria che i precari erano 700 e gran parte del personale è stato stabilizzato“.

Crediamo – continua il segretario generale – che nessuno si voglia assumere questa responsabilità morale oltre politica di lasciarsi sfuggire l’occasione di stabilizzare anche questi lavoratori, precari da 20 anni, che hanno maturato le loro professionalità all’interno dell’Asp“.

Il 19 ottobre, in una riunione programmata dall’assessore Razza con le organizzazioni sindacali sui temi della Sanità, la Fp Cgil porterà le sue proposte. Tra queste anche quella di rivedere il tetto di spesa dell’Asp di Palermo che – scrivono in una nota il segretario generale Giovanni Cammuca, la segretaria aziendale Zina Di Franco e Roberto Gambino per il gruppo di lavoro – tenuto conto del bacino di utenza, proporzionalmente si colloca negli ultimi posti delle Asp siciliane, permettendo così la stabilizzazione del restante personale amministrativo ancora con contratto a tempo determinato e la copertura dei profili sanitari in atto vacanti“.

In subordine, la Fp Cgil Palermo invita l’assessore Razza “ad autorizzare l’Asp di Palermo (in considerazione della sua specificità) a operare assunzioni di personale a tempo indeterminato, in deroga all’attuale tetto di spesa“.

E a emettere un atto di indirizzo, per le aziende ospedaliere della provincia di Palermo, “perché agevolino eventuali procedure di mobilità volontarie in entrata del personale amministrativo soprannumerario dell’Asp e fino al riassorbimento del sovrannumero“.

Cammuca conclude poi con la proposta di “stabilizzazione del precariato almeno dal mese di febbraio di questo anno. Ma siamo sicuri che il buon senso e la buona volontà possano velocemente percorrere la strada che porterebbe a porre fine definitivamente, anche all’Asp di Palermo, a una delle pagine più buie: quella di lavoratrici e lavoratori che dopo oltre tre lustri di lavoro alle dipendenze della Pubblica Amministrazione se i ritrovano ancora a essere precari nel loro rapporto di lavoro e, conseguentemente, nella programmazione della loro vita“.

 

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