Prelievo forzoso alle Province, allerta da Roma: "Non c'è copertura finanziaria per abolirlo" :ilSicilia.it

La memoria dell'Ispettore generale per la Finanza delle pubbliche amministrazioni

Prelievo forzoso alle Province, allerta da Roma: “Non c’è copertura finanziaria per abolirlo”

13 Marzo 2019

“Il comma 1 del disegno di legge in esame comporta oneri a carico del bilancio dello Stato, privi di copertura finanziaria per 197,5 milioni per ciascuno degli anni 2018-2020″. Sul progetto di legge per l’abolizione del cosiddetto prelievo forzoso dello stato sulle Province siciliane si abbatte il parere di Salvatore Bilardo, a capo dell’ispettorato generale per la Finanza delle pubbliche amministrazioni dello Stato.

La memoria è stata depositata in commissione Bilancio alla Camera dei deputati, e non rappresenta certo un buon segnale per la proposta di legge a firma dei deputati Nino Germanà, parlamentare di Forza Italia primo firmatario della legge, e altri deputati azzurri: Stefania Prestigiacomo, Giusi Bartolozzi, Nino Minardo, Francesco Scoma e Matilde Siracusano.

Una relazione che prefigura una strada impervia per il progetto legislativo: “La sospensione in parola – si legge nel documento firmato da Bilardo – potrebbe avere ulteriore corso esclusivamente previa individuazione di idonea copertura finanziaria per un importo di poco inferiore a 400 milioni di euro per l’anno 2019 e di 200 milioni di euro per l’anno 2020″.

Ma le eccezioni non si fermano qui e prendono in considerazione anche l’anno passato: “Sotto il profilo tecnico, con riferimento all’anno 2018, occorrerebbe verificare con l’Agenzia delle entrate e l’Aci se sono stati già integralmente recuperati i mancati versamenti per gli anni 2017 e precedenti. In caso contrario, l’onere da compensare andrebbe ulteriormente incrementato delle somme non recuperate”. Insomma, non si tratta di una bocciatura senza appello, ma certo le criticità rilevate non sono di poco conto e far passare il provvedimento legislativo, fin da ora, non sembra un gioco da ragazzi.

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Cultura
di Renzo Botindari

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