Presidenza della Regione, perché nessun nome di donna tra i papabili? :ilSicilia.it

ELDA PUCCI ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA

Presidenza della Regione, perché nessun nome di donna tra i papabili?

di
26 Novembre 2020

Non se ne parla ufficialmente, ma è già partita la caccia ai candidati alla presidenza della Regione nel 2022. Soprattutto, nel centrosinistra. Ma i nomi che circolano sono esclusivamente di uomini: Giuseppe Lupo, Luca Sammartino, Antony Barbagallo, il ministro Giuseppe Provenzano, Giancarlo Cancelleri. Nessuna donna è ritenuta in grado di rivestire una carica così importante qual è di presidente della Regione Siciliana.

Ma anche dalle parti del centrodestra solo di uomini si parla: lo stesso Nello Musumeci, Roberto Lagalla, Nino Minardo, Mimmo Turano. Sempre uomini, solo uomini. Non che abbia nulla contro il genere maschile, ma penso che sia arrivato il momento di dare spazio al gentil sesso. Altrimenti, tutte le celebrazioni di ieri contro la violenza sulle donne rischia di diventare solo un’ipocrita commemorazione. Anche la guida delle maggiori città isolane è stato ed è esclusivo appannaggio degli uomini.

ELDA PUCCI ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA

Unica eccezione, la sindacatura, a Palermo, di Elda Pucci. Anche all’Inferno è arrivato il momento di affidare ad una donna lo scettro del comando. Ne parlerò al più presto con Lucifero perché anche noi diavoli dobbiamo stare al passo con i tempi. Penso che una tipa come Lucrezia Borgia abbia tutte le caratteristiche per prendere il nostro posto.

Qualcuno potrebbe obiettare: va bene per comandare all’Inferno, ma una Lucrezia Borgia di questi tempi dove la troviamo? Posso rassicurare gli scettici che di donne con temporanee capaci, in grado di reggere le sorti di una Regione complicata come quella siciliana, ce ne sono. Non dico che ci sia l’imbarazzo della scelta, ma donne brave, se si vuole, si trovano.

Gli uomini, diciamolo senza ipocrisia, hanno collezionato fallimenti su fallimenti, non solo alla Regione. Continuare in questo errore sarebbe davvero imperdonabile. Le sfide che attendono la Regione siciliana sono da fare tremare i polsi. Basti solo pensare all’utilizzo degli oltre 20 miliardi di euro che arriveranno con il recovery fund. Chi dovrà scegliere rifletta.

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