Presunto caso di parentopoli nello Sprar a Roccamena: arriva a Roma un atto ispettivo :ilSicilia.it

La denuncia

Presunto caso di parentopoli nello Sprar a Roccamena: arriva a Roma un atto ispettivo

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1 Giugno 2020

Anni fa a Roccamena, in un piccolo paese in provincia di Palermo, una donna ha presentato alla Prefettura un esposto per un presunto caso di parentopoli allo Sprar. Il centro d’accoglienza che da qualche anno accoglie una trentina di migranti. La donna vedova, ha un figlio, il quale tecnicamente nel paese, è uno dei pochi ha poter lavorare nello Sprar in quanto è un mediatore interculturale.

Tommaso Ciaccio

Così la donna, denuncia che nello Sprar, a quanto pare, sarebbero stati assunti parenti degli ex amministratori comunali in quota Pd. Inoltre chiedeva chiarimenti sui criteri di assunzione adottati.

E cosa pensa di fare l’ex sindaco del Pd a seguito della denuncia? Tommaso Ciaccio, oggi presidente del Consiglio comunale, il 18 settembre 2018 querelò la donna per calunnia.

Il risultato? Il pm Felice De Benedettis della procura di Palermo ha archiviato la posizione della signora D.P. in quanto il fatto non sussiste.

Alessandro Pagano

Questa grottesca storia, attraverso la Lega arriva in Parlamento con una interrogazione a firma di Alessandro Pagano.

Ha dell’incredibile la storia della donna – afferma Pagano – la quale, osservando lei come tutto il paese, che all’interno di questo Sprar, per quello che erano le voci, venivano assunti soltanto parenti degli allora amministratori comunali (assessori e consiglieri) oltreché la moglie dell’ex comandante della locale stazione dei carabinieri, esasperata, si è decisa di presentare una lettera in Prefettura, in Comune e alla compagnia della stazione dei Carabinieri di Roccamena per chiedere chiarimenti sui criteri di assunzione in questo Sprar e quindi se vi fosse la possibilità di aiutare lei stessa o il figlio. E adesso cosa dirà l’ex sindaco di Roccamena? – continua Pagano – La signora intanto non ha intenzione di fermarsi giacche era evidente il tentativo di inibire, se non addirittura intimidire, la stessa. A noi parlamentari della Lega, spetta denunciare questi cattivi esempi di amministrazione attraverso atti ispettivi parlamentari”.

 

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