Prorogato lo split payment, Ance Sicilia: "Dal governo nazionale colpo mortale per l'Isola" :ilSicilia.it

La nota

Prorogato lo split payment, Ance Sicilia: “Dal governo nazionale colpo mortale per l’Isola”

di
26 Giugno 2020

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha dichiarato al Consiglio generale dell’Ance che prorogare lo split payment è ingiusto perché rappresenta un doppio svantaggio per le imprese e, quindi, è giusto abolirlo, specialmente a seguito dell’introduzione della fatturazione elettronica. Posizione condivisa dal capo politico del M5S, Vito Crimi.

Ma allora, perché il governo non torna subito indietro, prima che sia troppo tardi – chiedono con un comunicato i costruttori-. Scopriamo, infatti, che il partito anti-imprese che sta condizionando le scelte del governo del Paese cerca di assestare un colpo basso potenzialmente mortale per il sistema economico, soprattutto per quello siciliano, il più debole di tutti. Ben prima del “lockdown” e, quindi, senza alcuna reale necessità o emergenza, il governo nazionale, di nascosto come fanno i “carbonari”, ha chiesto alla Commissione europea di autorizzare la proroga dello split payment, nonostante l’Agenzia delle Entrate abbia dimostrato con un Rapporto specifico che i risultati della fatturazione elettronica nella lotta all’evasione dell’Iva rendano ormai assolutamente inutile questo meccanismo che doveva essere a tempo, che doveva scadere lunedì prossimo e che si traduce, solo in Sicilia, in uno “scippo” annuo alle imprese di circa 250 milioni di euro, che si aggiungono ai tardati pagamenti della P.a. alle imprese per circa 800 milioni”.

“Ciò che è peggio – continua – è che, nella richiesta fraudolenta inviata a Bruxelles, il governo abbia spudoratamente sostenuto che i rimborsi statali dell’Iva alle imprese avvengono entro 74 giorni, quando in realtà la stessa Commissione europea ha certificato che la media in Italia è di 63 settimane di ritardo, cioè 440 giorni. In più, il governo nazionale, se da un lato trattiene l’Iva dovuta alle imprese, dall’altro rinvia a settembre il pagamento dell’Iva che solo i terzi devono alle stesse aziende. Ciò significa che ogni attività è costretta a indebitarsi per coprire questo “scippo di Stato” e a pagare magari pure il consulente che deve certificare il credito Iva che poi eventualmente incasserà dopo più di un anno. Dunque, il partito anti-imprese che sta condizionando il governo nazionale ha trasformato l’Iva da partita di giro a nuova tassa che, in questo momento di gravissima mancanza di liquidità, porterà una buona parte delle imprese siciliane a chiudere battenti entro settembre”.

“L’Ance Sicilia è al fianco dell’Ance nazionale che si batterà a Bruxelles per smascherare la manovra del governo nazionale – conclude la nota-. E da una parte invita tutti i partiti della maggioranza a essere coerenti con la loro dichiarata volontà di aiutare le imprese a ripartire, mentre dall’altra chiede al governo regionale di inserire questo tema nel negoziato sui rapporti finanziari con lo Stato, immaginando forme di compensazione dei danni causati da questo  ingiustificato prelievo che non individua e punisce i pochi che non pagano l’Iva mentre colpisce le tante imprese che la pagano correttamente”.

Lo Split paymen

E’ un regime di scissione dei pagamenti in base al quale le imprese non devono più corrispondere l’IVA ai propri cedenti/prestatori ma liquidarla direttamente all’erario.

 

 

© Riproduzione Riservata
Tag:

‘La caduta, eventi e protagonisti in Sicilia: 1972-1994’: l’analisi di Calogero Pumilia

Calogero Pumilia, per oltre vent’anni deputato democristiano, nel suo “La Caduta. Eventi e protagonisti in Sicilia 1972-1994“, in libreria in questi giorni, ci offre un contributo in questo senso regalandoci una lettura dal di dentro che consente di farci scoprire come molte leggende metropolitane, spacciate per verità storica, debbano essere riviste.
Blog
di Giovanna Di Marco

Lidliota. E non è un romanzo

Ora mi chiedo come ci siamo ridotti se davvero su internet vanno a ruba le scarpe vendute alla Lidl a prezzi esorbitanti, perché pare che
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin