Qualità della vita: Agrigento è la città dove si vive peggio | ilSicilia.it :ilSicilia.it

classifica annuale di ItaliaOggi e Università La Sapienza

Qualità della vita: Agrigento è la città dove si vive peggio

18 Novembre 2019

E’ Trento la città italiana che sale sul podio per la qualità della vita nel 2019. E’ quanto emerge nella classifica annuale di ItaliaOggi e Università La Sapienza, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, giunta alla sua ventunesima edizione.

La provincia autonoma è al primo posto per gli affari e il lavoro, l’ambiente, l’istruzione, il tempo libero, il turismo.

All’ultimo posto c’è Agrigento, risultata carente quasi sotto tutti gli aspetti. Dai primi 68 posti della classifica non compaiono città del Sud.

Le prime 10 sono città del nord, Sud solo da 69esimo Le prime dieci province in testa alla classifica per qualità della vita appartengono, ancora una volta, al Nordest o al Nordovest: dopo Trento, ci sono Pordenone, Sondrio, Verbano-Cusio-Ossola, Belluno, Aosta, Treviso, Cuneo, Udine e Bolzano, che scende dal primo al decimo posto rispetto al 2018. Per incontrare le prime province del Mezzogiorno bisogna scorrere la classifica fino ad arrivare al 69 e al 70 posto, dove compaiono le lucane Potenza e Matera. Nel Sud, in 35 province su 38, la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente (nelle rimanenti tre è accettabile). Il che significa, in termini di popolazione, che il 44% degli italiani vive con una qualità di vita insoddisfacente.

Nel Nordest, in 22 province su 22 la qualità della vita è buona o accettabile, in nessuna scarsa o insufficiente. Nel Nordovest, la qualità è buona o accettabile in 23 su 25 province (solo in due scarsa). Nell’Italia Centrale si registra una situazione stabile: in 14 su 22 la qualità della vita nel 2019 è accettabile.

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Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

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Basta che uno di questi missili venga lanciato “per errore”, che questi giocatori di Risiko non da tavolo, ma con le vite altrui, sbaglino ………. e un missile giunga su di noi, “finiu u cinema”!