Quattro Canti di Palermo, la proposta di Mele (PD): "Realizzare grande polo museale" :ilSicilia.it
Palermo

LE PAROLE DEL Coordinatore regionale del Dipartimento dei Beni Culturali

Quattro Canti di Palermo, la proposta di Mele (PD): “Realizzare grande polo museale”

di
30 Novembre 2020

I Quattro Canti di Palermo rischiano la distruzione definitiva“.

A lanciare il grido di allarme è Manlio Mele, nuovo Coordinatore regionale del Dipartimento dei Beni Culturali del Partito Democratico.

Rappresentano certamente il centro nevralgico della antica “Panormus”, i Quatro Canti sono il cuore pulsante della Palermo seicentesca e certamente ancora oggi l’esempio più aulico dell’architettura barocca siciliana – dichiara Manlio Mele -. Piazza Vigliena , ovvero i Quattro Canti di Città da sempre fulcro delle grandi manifestazioni religiose e popolari, rischia la svendita dei palazzi e la rovina definitiva. Oggi i quattro canti rischiano una complessiva obsolescenza architettonica e funzionale che inesorabilmente finirà per compromettere la loro bellezza. Tre dei quattro canti, Palazzo Jurato Rudinì, Palazzo Costantino Di Napoli e Palazzo Guggino Bordonaro, tutti di proprietà privata, costituiscono significativi esempi di dimore nobiliari settecentesche palermitane e brani fondamentali della storia della città di Palermo“.

manlio mele
Manlio Mele

I tre palazzi – sottolinea Manlio Mele – hanno visto negli anni una complessiva compromissione e smembramento dell’intera facies architettonica monumentale. In particolare Palazzo Costantino Di Napoli è già stato manomesso internamente, nei suoi affreschi, nelle pavimentazioni, negli stucchi ed oggi rischia di essere totalmente smembrato anche a causa di un’asta giudiziaria che incombe sull’edificio e ne determinerebbe una svendita ed una selvaggia speculazione edilizia. Incredibilmente i tre palazzi oggi risultano essere tutti in vendita da parte degli attuali proprietari; unico dato positivo è che il vincolo architettonico monumentale posto dalla Soprintendenza di Palermo determina un diritto di prelazione da parte della pubblica amministrazione regionale e comunale sull’acquisto degli stessi“.

Non è pensabile, afferma Manlio Mele, che i palazzi dei quattro canti, contesto architettonico – urbanistico certamente più rappresentativo della città, possano definitivamente essere compromessi, da una vendita la cui destinazione d’uso finirebbe con lo snaturare l’unicità che tale cotesto possiede “.

Ritengo, continua Manlio Mele, che i tre edifici, utilizzando l’esercizio del diritto di prelazione secondo quanto recita il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio ( Dlgs42/2004 ) debbano essere acquistati dall’Amministrazione Regionale e, in raccordo con la Municipalità di Palermo, essere destinati a grande polo museale cittadino. L’impegno di spesa potrebbe certamente gravare sul prossimo quadro comunitario di sostegno 2020 – 2026 utilizzando i fondi europei sia per l’acquisto sia per il restauro. Finalizzando i tre palazzi a sedi museali!”.

 

Un complessivo progetto culturale di tal genere metterebbe certamente Palermo in prima linea tra le altre grandi città europee in grado oggi di creare grandi poli museali con diverse e variegate funzioni. E’ evidente – continua Manlio Mele – che attraverso il recupero dei tre grandi palazzi, con destinazione museale, si determinerebbe sul Cassaro un lungo asse che, a partire da Palazzo dei Normanni, passando per la Cattedrale e Palazzo Riso, creerebbe un asse culturale di immenso interesse e di grande attrazione. Non credo che peraltro occorra ribadire il ruolo sociale che un intervento di tal genere potrebbe assolvere”.

Ritengo – conclude Mele – che per Palermo occorra oggi una grande sfida in grado di riposizionarla come dovrebbe essere tra le grandi città italiane e mediterranee ed europee. Nel concludere voglio ricordare l’altra grande sfida tentata per Palermo: quella del Museo Guggenheim presso Palazzo Sant’Elia; sfida che il sottoscritto riuscì a portare avanti e che si sarebbe certamente conclusa positivamente se la politica, in alcuni casi miope e ignorante, non avesse fermato il progetto già realizzato dal sottoscritto che occorreva solo inaugurare . Oggi purtroppo palazzo Sant’Elia altro non è che un bel “contenitore” in affitto, e non certamente sede del Museo Guggenhaim di New York“.

Mi auguro che il Governo regionale, in raccordo con la Citta di Palermo, ritenga importante intervenire in una operazione architettonica e culturale senza precedenti per la Sicilia”.

 

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