Quote tonno, Figuccia: "Dove stava Miccichè mentre l'Europa decideva?" :ilSicilia.it

si profila il dibattito all'ars

Quote tonno, Figuccia: “Dove stava Miccichè mentre l’Europa decideva?”

1 Giugno 2019

“Sul tema delle tonnare, mi sembra che si stia facendo un gran parlare, evidentemente strumentale, senza conoscere davvero come stanno le cose“, a dichiararlo è Vincenzo Figuccia deputato all’Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia.

“Sulle quote tonno, infatti, è bene sottolineare come prima ancora che l’Italia proceda alla loro spartizione tra le regioni, sia l’Europa ad attribuire al nostro paese e agli altri paesi membri, un ammontare totale”.

“Ebbene, entro subito nel merito: dov’erano Miccichè e i suoi amici quando in Europa venivano distribuite le quote tonno e a noi spettavano dei numeri irrisori mentre si favorivano Grecia, Portogallo e Spagna che beneficiavano di un aumento di 90 tonnellate?”.

La verità – prosegue Figuccia è che le direttive comunitarie sono stringenti, i criteri non sono rispettosi del nostro Paese che non può di certo essere considerato di serie b. Da qui una guerra tra poveri. Credo che per la prima volta si stia puntando l’obiettivo su Favignana e mi sembra di capire che nelle intenzioni del ministero, ci sia la possibilità di distribuire le quote in corsa tra la Sardegna e la Sicilia e sono certo che nelle sensibilità del sottosegretario all’agricoltura, si vorrà procedere in questa direzione”.

“Posta l’insufficienza delle quote assegnate all’Italia, leggere il decreto di ripartizione del ministero anziché fare demagogia, impedirebbe a qualcheduno di fare inutili strafalcioni. Spinto dal desiderio di approfondire e dall’orgoglio di difendere il mio popolo, ho appena sentito al telefono il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Franco Manzato. Nelle sue parole ho riscontrato grande apertura e rassicurazione quando mi ha illustrato come “La quota aggiuntiva a cui tutte e cinque le tonnare italiane avrebbero avuto diritto, circa 29 tonnellate, viene suddivisa per due anziché per cinque, ovvero tra Favignana, in Sicilia, e Cala Vinagra, in Sardegna così da consentire ai due nuovi impianti di avere una base di partenza per potersi sviluppare, pur non disponendo di un dato storico di catture come le altre tre”.

“In numeri: anziché 5 tonnellate, si sono assegnate 14 tonnellate e mezzo. Pertanto, senza il decreto di assegnazione delle quote, la nostra amata Favignana, con la quota indivisa – ha sottolineato il sotto segretario – avrebbe avuto le sole 2 tonnellate che ad oggi ha pescato”. “Invece, per quest’anno avrà la garanzia delle 14 tonnellate, a cui potrà aggiungere i trasferimenti da altre strutture o da altri sistemi di pesca: una facoltà che lo stesso decreto prevede, per consentire alle imprese di avere un sistema più elastico ed adeguato a principi di libero scambio”.

“È chiaro quindi – continua Figuccia – che serve più autorevolezza in Europa, servono toni forti e personalità che agiscano a difesa delle nostre produzioni, dei nostri mercati, del nostro pescato. Serve parlare d’identità, di tradizione, di tutela delle antiche marinerie e non assumere un atteggiamento supino e qualunquista come troppo spesso Miccichè e i suoi amici hanno avuto in tutti questi anni in Europa”.

“All’assessore Bandiera, vorrei suggerire di incontrare subito il sottosegretario e la commissione agricoltura alla camera, in modo da poter concordare una strategia che garantisca quello che è stato finalmente per la prima volta avviato, cioè il rilancio della tonnara di Favignana. Dunque, sul piano politico, non servono strumentalizzazioni e offese personali, attraverso le quali contrapporsi ad ogni curva al governo Nazionale. Questo piuttosto rischia di danneggiare le iniziative del governo regionale che invece ha bisogno di poter dialogare autorevolmente con Roma. Chi è amico dei siciliani e degli interessi legittimi dei siciliani, guardi alla tutela del territorio anziché trovare spunti di contrapposizione che danneggiano la nostra terra”.

“Martedì presenterò in aula un ordine del giorno che impegna il governo regionale a raccordarsi con responsabilità e spirito di collaborazione con il governo nazionale al fine di affrontare la questione e aprendosi alla possibilità di ripartire le quote che sono state attribuite alla Sardegna garantendo che anche la tonnara di Favignana, possa tornare con orgoglio nel mercato, favorendo il rilancio di un comparto fondamentale per l’economia, sostenendo la formazione di numerosi posti di lavoro che dovranno tuttavia essere avviati nel rispetto delle norme sulla sicurezza e nel rispetto delle regole in una logica che vuole contrastare l’approssimazione e premiare il merito. Sul tema – conclude Figuccia, organizzerò presto un incontro all’Ars dove avremo occasione di dibattere”.

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