Racket delle estorsioni: "Condizionavano il mercato ortofrutticolo". Diciannove arresti a Siracusa :ilSicilia.it

Le indagini avviate nel 2015

Racket delle estorsioni: “Condizionavano il mercato ortofrutticolo”. Diciannove arresti a Siracusa

25 Luglio 2018

La polizia di Siracusa ha messo agli arresti 19 persone perché ritenute responsabili a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti, furti in abitazioni e aziende agricole.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Catania, le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Siracusa, con il supporto della polizia di Catania.

Secondo gli investigatori, si tratta di un’organizzazione attiva nei territori della zona sud della provincia aretusea che grazie alla forza di intimidazione esercitata dai suoi appartenenti, aveva monopolizzato e condizionato l’intero mercato ortofrutticolo della zona.

Secondo le ricostruzioni, gazie a un meccanismo collaudato, gli indagati pretendevano il pagamento di una somma di denaro, la cosiddetta “provvigione”, calcolata in percentuale del raccolto prodotto e ceduto agli operatori della piccola e grande distribuzione che costituiva il corrispettivo per la presunta attività di mediazione contrattuale svolta tra produttori e commercianti.

Nell’operazione denominata ‘Araba Fenice‘,  sono state impiegate sessanta unità di polizia oltre al reparto Prevenzione Crimine di Catania.

Le indagini, avviate nel 2015, hanno consentito di accertare l’operatività nei territori della zona sud della provincia aretusea, del clan “Giuliano“, capeggiato dal boss Salvatore Giuliano che, grazie alla forza di intimidazione esercitata dai suoi appartenenti, avrebbe monopolizzato e condizionato l´intero mercato ortofrutticolo della zona.

L´indagine si è incentrata sulla figura del boss, sugli uomini di sua stretta fiducia, (tutti gravemente indiziati del reato di associazione di tipo mafioso per la loro appartenenza al clan) e sulla progressiva ascesa del gruppo a vero e proprio sodalizio mafioso. “Erano in grado di acquisire il monopolio nella produzione e nello smistamento dei prodotti ortofrutticoli coltivati nelle numerose serre presenti in quei territori“, sottolineano gli investigatori.

Grazie ai legami vantati nel’ambito della criminalità organizzata catanese con il clan “Cappello” e al patto di non belligeranza siglato con la cosca rivale dei “Trigila“, Giuliano si sarebbe assicurato lo spazio operativo per dominare incontrastato nei territori di Pachino.

I nomi degli arrestati:

Rosario Agosta, nato a Modica (RG) classe 1973, pregiudicato, libero;  Claudio Aprile, nato a Noto (SR) classe 1983, pregiudicato, libero; Giovanni Aprile, nato a Noto (SR) classe 1978, pregiudicato, libero;  Giuseppe Aprile, nato ad Avola (SR) classe 1977, pregiudicato, libero;  Antonio Arangio, nato a Modica (RG) classe 1976, pregiudicato, libero; SergioArangio, nato a Siracusa classe 1992, pregiudicato, libero; Salvatore Bosco, nato a Siracusa classe 1985, pregiudicato, libero;  Massimo Caccamo, alias “u rossu”, pregiudicato, libero;  Antonino Cannarella, nato ad Avola (SR) classe 1995, pregiudicato, libero; Salvatore Cannavò, alias “Giovanni Cicala”, nato a Catania classe 1964, pregiudicato, libero; Giuseppe Crispino, alias “u barberi”, nato a Noto (SR) classe 1978, pregiudicato, detenuto;Giuseppe Di Salvo, nato ad Avola (SR) classe 1997, incensurato, libero; Salvatore Giuliano, nato a Pachino (SR) classe 1963, pregiudicato, libero; Gabriele Giuliano, nato a Pachino (SR) classe 1985, pregiudicato, libero; Vincenzo Gugliotta, nato ad Avola (SR) classe 1992, residente a Portopalo di Capo Passero (SR), pregiudicato, libero; Salvatore Massimiliano Salvo, nato a Catania classe 1982, pregiudicato, detenuto; Nunzio Agatino Lorenzo Scalisi, nato a Catania classe 1959, assistente Capo della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato P.S. di Pachino (SR); Giuseppe Vizzini, alias “u marcuottu”, nato a Pachino (SR) classe 1964, pregiudicato, detenuto; Simone Vizzini, nato a Modica (RG) classe 1989, pregiudicato, detenuto.

 

 

Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

L’Indivia e l’Invidia?

Ricordate ognuno è ciò di cui si circonda, se ci si circonda del nulla e se si dà spazio al nulla è perché per primi non si crede nel nostro valore e tutto questo credetemi non potrà durare, si ci vorrà ancora del tempo, ma questo “giorno della marmotta finirà”.
LiberiNobili
di Laura Valenti

Caino e Abele

L’odio tra fratelli genera nei genitori un forte dispiacere. Si chiedono: “dove abbiamo sbagliato?”. Trovare il colpevole non serve a risolvere la questione. Provate a studiare una soluzione di compromesso e, se non trovate terreno fertile, considerate le ragioni divine di questo impasse.
Sanità in Sicilia
di Salvatore Corrao

Cos’è la Medicina interna e perché può essere una risorsa per il Sistema sanitario nazionale

Un grande maestro il professore Giacinto Viola scriveva sul suo trattato di Medicina Interna del 1933: “in Clinica tutto è improvvisazione, caso per caso, e gli ammalati così diversi sempre, anche quando hanno la stessa malattia, sono poi così mobili nei loro sintomi e fatti obiettivi, che spesso ciò che di essi si dice alla sera non è più vero al mattino”. 
Wanted
di Ludovico Gippetto

“I vestiti nuovi” della dea di Morgantina

Il caso della famigerata dea di Morgantina, ritornata in Sicilia nel 2011 dopo una lunga trattativa con uno dei più grandi musei del pianeta: il J. Paul Getty Trust di Malibu, in California.
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Il 25 aprile festa della libertà tra memoria e impegno

Anche quest’anno la ricorrenza del 25 aprile non è immune da polemiche insulse e pretestuose che puntano a delegittimare e a ridimensionare la portata storica di quel straordinario avvenimento che fu la Resistenza, quel grande movimento di popolo che restituì agli italiani la libertà e cancellò la vergognosa pagina del fascismo.