Radicepura Garden Festival: al via la biennale del giardino mediterraneo | VIDEO :ilSicilia.it

a partire dal 27 aprile

Radicepura Garden Festival: al via la biennale del giardino mediterraneo | VIDEO

7 Marzo 2019

Guarda il video in alto 

Tutto pronto per la seconda edizione di Radicepura Garden Festival, biennale del giardino mediterraneo promossa dalla Fondazione Radicepura, appuntamento che pone la Sicilia al centro di riflessioni e azioni intorno al tema del paesaggio.

Il tema scelto per l’edizione 2019, presentata da Mario Faro si aprirà a Giarre (Ct) il 27 aprile, è “I Giardini Produttivi“, tema molto caro all’Isola che, come ha sottolineato il professore Paolo Inglese, direttore del Polo Museale dell’Università degli Studi di Palermo, unisce la bellezza all’utilità della natura.

Uno dei più importanti archetipi nasce dalla descrizione di Omero del giardino della reggia di Alcinoo, uno spazio racchiuso dove vi crescevano peri, melograni, meli, fichi dolcissimi e rigogliosi ulivi.

Un giardino che sappia coniugare, in maniera originale, per l’uomo del terzo millennio l’ancestrale bisogno di utilità con le nuove esigenze estetiche della società contemporanea, non tralasciando la sua ricerca nel giardino, di un luogo intimo in cui ritrovare se stesso e rigenerarsi.

La manifestazione, quest’anno, toccherà anche la città di Palermo: in collaborazione con l’ARS e la Fondazione Federico II curerà l’allestimento di Passage to Mediterranean, giardino ideato da un gruppo di studenti turchi per la scorsa edizione del festival; inoltre sono state programmate convenzioni tra l’Orto Botanico e il giardino della Kolymbetra, al fine di realizzare una triangolazione culturale dell’Isola.

Lo spazio, che sarà inaugurato l’1 giugno in Piazza del Parlamento, vuole essere simbolo di dialogo tra culture, foriero di stimoli e riflessioni capaci di offrire nuovi paradigmi intellettuali.

garden

L’iniziativa vuole essere anche l’opportunità per creare una reciprocità tra i Giardini Reali e il Palazzo, aprendo i propri spazi sempre di più all’esterno, per diventare luogo di accoglienza.

In questi mesi, intanto, Radicepura Garden Festival ha approfondito i temi dell’arte, della cultura, della storia e della tutela dell’ambiente, tutti  elementi costitutivi della Sicilia: ad interpretarli per le installazioni della biennale ci saranno, tra gli altri, Antonio Perazzi e Andy Sturgeon, che realizzeranno due giardini site-specific superiori ai 100 metri quadrati ciascuno.

Altri dieci giardini, di dimensioni più piccole, di circa 50 metri quadrati ciascuno, saranno realizzati da giovani paesaggisti selezionati tramite un bando internazionale; la giura che decreterà il vincitore sarà presieduta da Sarah Eberle con Pablo Georgieff, Giovanni Iovane, Daniela Romano e Franco Livoti.

Durante i mesi della manifestazione si svolgeranno, nel fitto programma di appuntamenti tra arte, cultura, cinema, enogastronomia e sostenibilità ambientale, anche residenze d’artisti tra cui Renato Leotta e Adrian Paci, passeggiate, workshops e conferenze a tema.

Sul sito della biennale tutte le informazioni e i programmi dettagliati.

 

 

 

Tag:
Blog
di Renzo Botindari

“Loro non Cambiano”

Quello che ancora oggi mi sconvolge guardando la pubblica amministrazione (la cosa pubblica in genere) è l’incapacità di fare pulizia e giustizia, eppure la cosa pubblica siamo noi.
Wanted
di Ludovico Gippetto

La Fontana di Ventimiglia… va a ruba!

A Ventimiglia di Sicilia, un piccolo comune della provincia di Palermo che conta 2.200 abitanti, in una notte del 1983 nessuno si è accorto di strani movimenti attorno ad una fontana...
LiberiNobili
di Laura Valenti

Arrabbiarsi non è un male

La rabbia fa bene quando dà la motivazione, la spinta vitale verso l’evoluzione, altrimenti diventa espressione di una tragica considerazione di se stessi sia da parte dell’individuo sia da parte dell’interlocutore.
Sanità in Sicilia
di Salvatore Corrao

Cos’è la Medicina interna e perché può essere una risorsa per il Sistema sanitario nazionale

Un grande maestro il professore Giacinto Viola scriveva sul suo trattato di Medicina Interna del 1933: “in Clinica tutto è improvvisazione, caso per caso, e gli ammalati così diversi sempre, anche quando hanno la stessa malattia, sono poi così mobili nei loro sintomi e fatti obiettivi, che spesso ciò che di essi si dice alla sera non è più vero al mattino”.