Rapporto GIMBE: a rischio sostenibilità il nostro Sistema Sanitario Nazionale :ilSicilia.it

Sanità pubblica a rischio

Rapporto GIMBE: a rischio sostenibilità il nostro Sistema Sanitario Nazionale

13 Giugno 2019

Il definanziamento del nostro SSN ammonta a circa € 37 miliardi che mancano all’appello nel 2019 rispetto ad un necessario incremento che doveva seguire all’inflazione, al progresso tecnologico e all’invecchiamento della popolazione con un ineluttabile aumento delle patologie croniche.

A rischio anche € 85 miliardi del triennio 2019-2021 che sono subordinate all’intesa Stato-Regioni sul Patto per la Salute 2019-2021 che il GIMBE riferisce “tutta in salita”! il rapporto spesa sanitaria/PIL si ridurrebbe al di sotto del 6,5% nel 2022, ritenuto dalla Organizzazione Mondiale della Sanità il livello sotto il quale un sistema sanitario non è più sostenibile, cioè non è in grado di assicurare il bisogno di salute della propria popolazione.

Nel rapporto GIMBE viene segnalato anche il problema della mancata erogazione di molti LEA ma soprattutto vengono segnalate le diseguaglianze tra le regioni. Un dato che pesa molto sulla pelle dei Siciliani. Un esempio: i farmaci innovativi vengono resi disponibili subito dalla regione Lombardia mentre la nostra regione li rende disponibili con estremo ritardo e praticamente mettendo sempre in dubbio ciò che l’AIFA (l’ente nazionale) ha valutato come appropriato e necessario per rispondere a specifici problemi di salute.

In questo scenario desolante possiamo citare anche l’ultimo decreto assessoriale che riguarda il riparto delle risorse sanitarie della regione Sicilia che vede ben il 2,7% di tutto il fondo sanitario destinato alle prestazioni al di fuori della regione.

Quasi € 244 milioni che volano dalle tasche della nostra verso le altre regioni. I cittadini siciliani evidentemente non trovano, o peggio non credono di trovare,  adeguata risposta nelle aziende sanitarie della propria terra. A questo si aggiunge una quota limitata ai farmaci innovativi e a previsioni di tetti di spesa per alcune categorie di farmaci che renderanno l’ospedalizzazione dei pazienti cronici inesorabilmente più frequente.

Pensare che la logica dei tagli sia una logica produttiva sembra da dilettanti ma chi pensa a questi tagli è veramente un dilettante o c’è altro? Certamente non promuovere l’innovazione terapeutica nel trattamento delle patologie croniche è perdente. Ormai disponiamo di farmaci molto efficaci che se saputi utilizzare riducono la spesa sanitaria nel suo complesso riducendo mortalità e ospedalizzazione in modo consistente. Parlare di contenimento della spesa farmaceutica senza pensare all’appropriatezza è un autogol.

L’inappropriatezza e i trattamenti non efficaci ammontano secondo il rapporto GIMBE a circa € 6,5 miliardi. Per tutti questi motivi la prognosi, come ci ricorda il rapporto, sembra infausta e senza una forte azione di razionalizzazione e di revisione organizzativa del sistema sanitario regionale, la nostra regione rischia di anticiparla continuando ovviamente a regalare risorse ad altre regioni visto che il grado di insoddisfazione della popolazione è destinato a crescere.

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