Rapporto Svimez, Musumeci punta il dito contro il governo giallorosso :ilSicilia.it

le reazioni politiche

Rapporto Svimez, Musumeci punta il dito contro il governo giallorosso

4 Novembre 2019

Non c’è da essere stupiti: la diffusione del report diffuso dallo Svimez sull’economia del Mezzogiorno ha dato la stura alle polemiche. Il governatore della Sicilia Nello Musumeci rivendica i risultati ottenuti dal suo governo e punta il dito contro l’esecutivo giallorosso.

I dati del rapporto Svimez – afferma il governatore – evidenziano, ancora una volta, quello che ripeto da anni: per tornare a far crescere il Sud servono investimenti produttivi, non misure come il reddito di cittadinanza che, come sottolinea lo studio dell’Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno, sta allontanando dal mercato del lavoro anziché richiamare persone in cerca di occupazione“.

Musumeci analizza: “Se in Italia ci sono ormai solo quattro Regioni dove il tasso di natalità è positivo, e si trovano tutte al Nord, significa che le politiche messe in campo dal governo nazionale sono sbagliate. Le persone – aggiunge – fuggono da un territorio quando non vedono prospettive“. Quindi l’affondo: “Ma le risposte che Roma deve dare a questi problemi tardano ad arrivare – dice Musumeci, visto che la legge di bilancio appena presentata, che ha al suo interno un intero pacchetto di misure destinate al Sud, in pratica destinerà alla Sicilia nel 2020 risorse aggiuntive per poco più di 35 milioni, mentre per la proroga del credito d’imposta per gli investimenti delle imprese che operano in tutto il Mezzogiorno, e sottolineo in tutto il Mezzogiorno, si mettono a disposizione soli 674 milioni. Per questo dico che è arrivato il momento che il presidente del Consiglio convochi un tavolo per il Sud“.

Gaetano Armao
Gaetano Armao

Rincara la dose il vicepresidente della Regione e assessore regionale all’Economia Gaetano Armao: “Il Rapporto Svimez di quest’anno – afferma – conferma quanto sia grave la rottura del processo di convergenza del Sud verso gli standard europei. La spesa in conto capitale è dimezzata nel Sud, che pertanto si impoverisce e si spopola, mentre la clausola di salvaguardia del 34% è elusa e vengono a mancare 3,5 miliardi di euro. Solo l’applicazione della clausola di salvaguardia al 34% farebbe crescere il PIL e non sarà il reddito di cittadinanza a risolvere l’alto tasso di disoccupazione, anzi al Sud sta avendo l’effetto inverso, allontanando le persone dal mercato del
lavoro. Un Sud – specifica Armao – dove la spesa alimentare nel 2018 è scesa dello 0,5%”.

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