Reddito di Cittadinanza: numeri bassi, nessun boom in Sicilia :ilSicilia.it
Messina

le statistiche di Infodata per "il Sole 24 Ore"

Reddito di Cittadinanza: numeri bassi, nessun boom in Sicilia

13 Settembre 2019

Reddito di Cittadinanza per tutti, anzi decisamente no. A ripensare le previsioni doveva diventare un’ancora di salvezza economica e sociale per tanti disoccupati, la panacea storica dei mali occupazionali italiani e invece alla fine il RdC si è rivelato una misura assistenziale alla quale, requisiti alla mano, non sono state tante le persone coloro che hanno avuto accesso.

Il sussidio istituito dal precedente governo M5S-Lega o meglio la riforma strenuamente voluta dai Cinque Stelle ha interessato un italiano su 30. La narrativa mediatica ha posto l’accento soprattutto sul fatto che la Sicilia sia stata la seconda dopo la Campania in quanto a domande pervenute agli uffici.

Ad ogni modo, nelle effettive proporzioni finali, e nella complessità dei molteplici fattori di cui tenere conto, in Sicilia – dove i problemi di disoccupazione sono drammaticamente tangibili più che in altre aree del Paese – il trend del RdC non sembra sia stato quello del boom, perlomeno non ai livelli da record che si prevedevano sino a un anno fa. La conferma arriva dalla provincia di Messina dove per quanto concerne coloro che sono fuori dal mercato del lavoro proprio a Messina, nel capoluogo, solo il 10,34% di “coloro che sono fuori dal mercato del lavoro” ha ottenuto il Reddito di Cittadinanza. Percentuale ancora più bassa a Milazzo dove il dato si attesta al 6,89%.

Rdc Sicilia, mappa IlSole24Ore
Rdc Sicilia, mappa IlSole24Ore

Percentuali decisamente basse sul Reddito di Cittadinanza pure nella zona ionica, quella del primo polo turistico siciliano, dove Taormina si ferma al 5,80%, Letojanni 12,41%, Giardini Naxos al 9.69%, Gaggi 7,83% e Castelmola 4,92%, Sant’Alessio Siculo 10,27%, Santa Teresa di Riva 7,05%, ma si tratta di aree dove comunque va anche tenuto conto che tante persone puntano sul lavoro stagionale. Il vero dramma, semmai, arriva poi nei mesi invernali quando la somma erogata dallo Stato per i disoccupati involontari che hanno accesso al sussidio Naspi finisce già a fine gennaio e i lavoratori devono attendere maggio o giugno per ricominciare ad avere un impiego.

Messina e la sua provincia hanno già raccolto 18.449 richieste per accedere al sussidio. Tra Caf, Uffici postali e domande online, Messina città ha fatto contare 8.170 domande. Il 53% dei richiedenti, stando a quanto rilevato dall’Inps sono domande presentate dalle donne, mentre il 47% gli uomini.

I numeri sul Reddito di Cittadinanza sono stati elaborati da Infodata (per Il Sole24 Ore) partendo dalla mappa di chi non ha un lavoro, calcolata su base comunale. Ovvero dalla percentuale di coloro che nel 2018 non hanno dichiarato un reddito sul totale dei residenti nella fascia di età 15-64, aggiornato al 1 gennaio dello stesso anno. Il dato è stato elaborato incrociando numeri del ministero dell’Economia e dell’Istat. Il risultato era la percentuale di disoccupati e inoccupati sul totale della popolazione presa in considerazione. Avendo calcolato gli occupati come coloro che hanno presentato una dichiarazione dei redditi, sono evidentemente esclusi i lavoratori in nero. Che nessuno è in grado di censire e che, purtroppo, rimangono tanti.

 

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