Regionali, Pagana (FDI): "Ho lavorato in silenzio, nel rispetto degli elettori" :ilSicilia.it
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Regionali, Pagana (FDI): “Ho lavorato in silenzio, nel rispetto degli elettori”

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22 Settembre 2022

Elena Pagana, candidata all’Ars in quota Fratelli d’Italia, ha raccontato il suo tour in giro per la provincia di Enna, raggiunta telefonicamente da ilSicilia.it.

E’ una campagna elettorale frenetica ma avvincente, e devo dire, per molti versi, anche strana. Tantissime persone non vogliono andare a votare. La gente è esasperata dal caro bollette, dal caro vita, dall’emigrazione giovanile. E’ importante la discrezione, all’insegna del rispetto nei confronti degli elettori, che prima di tutto sono cittadini e che lottano quotidianamente con i problemi. Aziende che chiudono dopo decenni di attività, perché non hanno la possibilità di pagare le bollette, non hanno preso alcun contributo covid, e costrette di conseguenza a chiudere bottega. Ho lavorato silente e a testa bassa proprio nel rispetto di tutto questo”.

Dopo l’esperienza con il Movimento 5 stelle, “Il mio percorso all’interno di FdI rappresenta un’evoluzione naturale, dopo la scelta di due anni e mezzo fa di lasciare il M5S, per far parte di una realtà civica, Attiva Sicilia, in grado di sposare le iniziative di buon senso del presidente Musumeci. Abbiamo fatto l’inter-gruppo e dopo siamo tutti confluiti nel partito. E’ una bellissima comunità, presente sul territorio, ricca di proposte e con buoni propositi, con una sua storia con una classe dirigente fatta di giovani. Un particolare importante così come è importante che il leader sia una donna: Giorgia Meloni è candidata a tutti gli effetti a fare il premier. E devo dire che in questo momento, ho come la sensazione che FdI sia nelle case di tutti i cittadini. Possiamo dirlo, lo sponsor principale è stato proprio Nello Musumeci con i suoi cinque anni di governo serio per la Sicilia”.

Tanti i temi affrontati nel corso di questa legislatura: la salvaguardia dell’agricoltura e della biodiversità, l’occupazione giovanile. Poi c’è la valorizzazione delle aree interne, un impegno costante per la deputata troinese, portato all’attenzione del parlamento siciliano per un cambio di prospettiva. Una lotta contro la marginalizzazione ed i fenomeni di declino demografico, perché distanti dai centri principali di offerta dei servizi essenziali. Ma sono le zone più autentiche la cui esigenza primaria è quella di potervi ancora risiedere, oppure tornare.

Un tempo il divario più grande era tra Nord e Sud, oggi lo abbiamo tra le aree interne e le città. Abbiamo lavorato sul ddl per le zone franche montane, sapendo che sarebbe stato rivoluzionario per le aree montane siciliane, ma purtroppo l’iniziativa non ha avuto seguito arenandosi in Senato. Ma faccio l’esempio della mia area interna, Troina, che entra a gamba tesa nell’ambito della SNAI (strategia nazionale aree interne). La Regione assegna a queste nuove aree 450 milioni di euro cifra che era stata preannunciata dal presidente Musumeci già lo scorso 31 ottobre proprio a Troina nel corso del seminario sulle aree interne”.

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