Regione, ridotti i finanziamenti alla fondazione Pio La Torre: arrivano le proteste :ilSicilia.it

"Tagli ad associazioni impegnate in attività antimafia"

Regione, ridotti i finanziamenti alla fondazione Pio La Torre: arrivano le proteste

3 Gennaio 2018

La decisione del governo Musumeci di ridurre i finanziamenti alla fondazione Pio La Torre genera malumori:

“Ridurre i finanziamenti alla fondazione Pio La Torre ad un ventesimo di quelli richiesti (tutti per attività documentata) non è una scelta, sia pur opinabile ma legittima, di riduzione dei costi: è un atto di manifesta, umiliante e incomprensibile ostilità. La fondazione La Torre è tra le poche ad aver contribuito in questi anni a costruire – con i fatti – un’antimafia non di facciata, dando onore al nome che porta e contribuendo a diffondere sapere, pensiero critico e memoria sui temi della lotta alla mafia”, ad affermarlo  il deputato Claudio Fava commentando i tagli decisi dal governo della Regione Siciliana nei confronti della fondazione La Torre. “Se occorre tagliare i costi, nessuna obiezione – aggiunge – a patto che i criteri per questi tagli siano legittimi, trasparenti e non punitivi”.

E anche la Cgil Palermo interviene sulla riduzione dei finanziamenti della Regione agli enti storici che operano nel campo dell’antimafia, dal centro Pio La Torre all’Istituto Gramsci“Non comprendiamo come mai le risorse siano state tagliate in percentuale maggiore proprio alle associazioni culturali da anni impegnate in attività antimafia – dichiara il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campochiunque l’abbia stabilito, non è comunque un segnale positivo. Questo gesto fa il paio con le prime dichiarazioni fatte dal neo presidente dell’Ars sulla volontà di dire addio alla commissione antimafia. Il messaggio che arriva ci preoccupa”. 

“Il Governo della Sicilia – ha aggiunto Attilio Licciardi della Direzione Regionale del PD siciliano – dovrebbe aiutare e sostenere tutti coloro che, con progetti di qualità, promuovono la cultura e alimentano la memoria civile. Sconcerta pertanto apprendere che il Centro Pio La Torre – impegnato da decenni nella diffusione di una cultura antimafia e a sostegno della legalità, promotore di centinaia di iniziative nazionali e internazionali che hanno coinvolto migliaia di studenti – abbia visto ridursi drasticamente il contributo della Regione Siciliana. Questa iniziativa che colpisce il Centro dedicato ad uno dei siciliani migliori fa il paio con la dichiarazione del neo eletto Presidente dell’Ars che nel suo discorso inaugurale ci ha comunicato che intende sorpassata l’idea di una Commissione Antimafia. C’è in Sicilia una preoccupante area di “normalizzazione” che dovrebbe suscitare la reazione della coscienza democratica di questa Regione. La destra si è presa la Regione, non i nostri cervelli. Mi auguro che si possa rapidamente tornare indietro da entrambe queste decisioni”.

Maria Falcone

“Apprendiamo dalla stampa del taglio dei fondi che la Regione avrebbe destinato alla nostra fondazione, una fondazione che da 25 anni si dedica all’educazione alla legalità e alla diffusione della conoscenza della criminalità organizzata per creare nelle nuove generazioni una consapevolezza e una coscienza antimafiosa. Troviamo francamente grave che l’attività che da un quarto di secolo portiamo avanti sia stata sottovalutata proprio da chi, come la Regione che della fondazione è socio fondatore, ne conosce l’importanza”, questo il commento di Maria Falcone, presidente della Fondazione che porta il nome del magistrato ucciso dalla mafia.
“Le parole del presidente Musumeci, che ha esplicitamente fatto riferimento a una iniquità nelle ripartizioni delle risorse stabilite dal Governo precedente, – aggiunge Maria Falcone – ci rendono tuttavia fiduciosi che si possa trovare una soluzione per il presente e che si torni comunque nel futuro a criteri di valutazione giusti e rispondenti al reale lavoro e allo sforzo che quotidianamente la Fondazione svolge nelle scuole di tutto il Paese e nella società civile”.

“Il Centro Pio La Torre, tra le tante attività, è da sempre una realtà vicina ai territori e alle Istituzioni locali”, scrive Daniele Vella, componente della direzione regionale del Pd. “Posso testimoniarlo direttamente per l’assistenza legale gratuita fornita a svariati Comuni per le costituzioni di parte civile nei processi di mafia – aggiunge – per la costante presenza nelle scuole, per le marce antimafia e per tanto altro ancora”.
“Senza infingimenti è giusto sostenerne l’azione finanziariamente – conclude – e assicurare la prosecuzione delle sue attività.  Credo che qualsiasi taglio alle risorse destinate ad associazioni così importanti debba essere adeguatamente motivato e comunque vada evitato”.

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