Regione: stabilizzati 132 ex dipendenti delle società liquidate della Regione Siciliana :ilSicilia.it

Assunti da un'altra partecipata

Regione: stabilizzati 132 ex dipendenti delle società liquidate della Regione Siciliana

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19 Dicembre 2018

Potranno festeggiare il Natale in serenità i 132 ex dipendenti delle partecipate della Regione Siciliana liquidate o in corso di liquidazione (Ciem, Lavoro Sicilia, Cerisdi, Spi, Quarit, Terme Di Sciacca, Sicilia e Ricerca e Sviluppo Italia Sicilia, Sicilia Patrimonio Immobiliare). Dopo anni di sosta non retribuita presso l’albo unico potranno essere assunti con un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un’altra società partecipata dalla Regione, la Servizi ausiliari Sicilia (SaS). Sul sito della società è già stato pubblicato il bando.

“Era ora!”, commenta Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia. “Stremati ma soddisfatti per avere raggiunto l’obiettivo dell’assunzione a tempo indeterminato dei 132 lavoratori che, da 4 anni, attendevano la reimmissione in servizio – continua la sindacalista –  un’assunzione che, nei fatti, sin dal primo momento gli spettava di diritto poiché sancita dalle norme emanate dal governo regionale che, per  inspiegabili rimpalli di responsabilità e susseguirsi di pareri per i quali venivano richiesti ulteriori pareri, li ha risucchiati dentro un vortice dal quale con fatica ne sono usciti”.

Il provvedimento arriva in extremis, per la stabilizzazione c’era tempo fino al 31 dicembre prossimo, e a seguito di un duro scontro tra il presidente dell’Ars e leader di Forza Italia Gianfranco Miccichè e colui che fino a pochi giorni fa ha guidato la SaS, Marcello Caruso, anche lui esponente di Forza Italia. Quest’ultimo si era opposto, perchè riteneva illegittimo assumere del personale a tempo indeterminato per svolgere dei lavori sulla base di commesse che al massimo hanno una durata di due anni. La SaS, infatti, eroga servizi ad altri enti pubblici e privati sulla base di contratti di servizio.

Questa presa di posizione aveva fatto andare su tutte le furie Miccichè che aveva chiesto le dimissioni di Caruso. Richiesta accolta immediatamente. Qualche giorno fa la svolta con il cambio al vertice della società e la nomina di Giuseppe Di Stefano, anche lui molto vicino a Forza Italia e già alla guida di diverse partecipate regionali tra cui proprio la SaS.

Per Calabrò “la reimmissione in servizio dei lavoratori portatori di importanti e riconosciute professionalità è anche opportunità per il contributo che daranno nei servizi che andranno a svolgere. Tanto è stato fatto, ma il percorso per noi è ancora da perfezionare – conclude la Calabrò – non si dimentichino quei lavoratori di Spi non ancora inseriti nell’albo”.

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