Il Requiem della sinistra politica in Sicilia :ilSicilia.it
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che fine hanno fatto i compagni nell'Isola

Requiem per la sinistra in Sicilia

di
1 Luglio 2020

Dio è morto, Marx pure e la Sinistra in Italia non sta tanto bene. Questo potrebbe essere il sottotitolo di un film che non ha nulla di attuale. Perché stando alle parole degli spin doctor e intellettuali della politica, il rito funebre della sinistra è stato celebrato da tempo. Cronache storico-politiche e ai risultati delle urne, il suo requiem sarebbe già stato intonato in svariate occasioni.

Malgrado la persistenza di uno scenario politico mutevole e comunque poco incline a lasciarsi inquadrare nella vecchia politica dicotomica destra-sinistra, ad oggi in molti si interrogano sui compiti e finalità di questa volatile parte politica nel 2020. Dove si trovi la sinistra lungo questo percorso, spesso violento e accidentato, che ha abbandonato le categorie più deboli è argomento dibattuto.

In Sicilia la sinistra raramente ha avuto importanti numeri elettorali e numerosi personaggi che si reputano di sinistra poi si sono trovati invischiati ad amministrare con pezzi della democrazia cristiana. Un caso su tutti, l’assessore alla mobilità del comune di Palermo Giusto Catania. L’ex tesserato di rifondazione comunista da diverse consiliature sostiene, quando in giunta, quando in consiglio comunale, Leoluca Orlando. Il primo cittadino a Palermo è stato anche sostenuto da quella sinistra che si affranca al deputato nazione di Isola delle Femmine Erasmo Palazzotto, che faceva parte di Leu, oggi praticamente sparita dalla scena politica.

Altri pezzi della sinistra (o del centrosinistra) sono finiti ingoiati nelle vicende legate alla gestione dell’amministrazione della cosa pubblica, rilevate ora della Procura, ora della Corte dei Conti (ultimo in rodine di tempo, in questo secondo caso, enzo biancoEnzo Bianco a Catania).

E Rosario Crocetta? L’ex governatore della Sicilia paga lo scotto dell’appoggio di Confindustria Sicilia e del suo ras di un tempo, Antonello Montante, finito nella nota bufera giudiziaria che lo ha coinvolto.

Non esattamente un successo, per il governo che avrebbe dovuto portare, anche nella pubblica amministrazione, il vento fresco della legalità. Spesso, invece, le indagini hanno finito per riguardare anche gli uomini più vicini all’ex presidente. Nell’ultima inchiesta, quella sulla presunta corruzione per favorire gli armatori Morace, è stato il turno di Massimo Finocchiaro, che Crocetta aveva voluto a capo dell’Ast: un militante del Megafono dalla prima ora, un attivo sostenitore di Crocetta fin dalla campagna elettorale del 2012.

Proprio durante la campagna elettorale che lo portò alla vittoria, combattuta con gli schieramenti divisi e ben cinque candidati rosario crocettaalla Presidenza, il grido di battaglia era: rivoluzione. Tutti i concorrenti la promettevano e la debolezza delle liste a loro sostegno lasciava immaginare che chiunque avesse vinto avrebbe avuto possibilità enormi per ribaltare la pachidermica ‘macchina’ burocratica regionale e spingere sull’acceleratore dello sviluppo. Vinse lui, Crocetta, e il suo programma prometteva speranza per la Sicilia. E poi…

Una recente indagine tra gli iscritti alla Cgil ha rivelato che il 33% vota M5s e il 10% vota Lega. Gli elettori che votano i partiti di “prima il Nord” o di “i sindacati si autoriformino o ci pensiamo noi”, sembrano aver completamente abbandonato ogni idea di sinistra. Se questi elettori si sentono traditi dalla sinistra “salottiera”, è anche perché mancano di riconoscere che nessuna sinistra potrebbe accogliere le loro istanze.

Il consenso del Partito Democratico in dieci anni si è dimezzato: dagli oltre 12 milioni di elettori nel 2008 si è passati ai circa 8 milioni nel 2013 e ai circa 6 milioni nel 2018. Si è verificata, quindi, una riduzione di quasi 30% tra una elezione e l’altra. Secondo l’Istituto Demopolis, su 100 elettori che alle politiche del 2013 hanno votato il Partito Democratico solo 60 di loro l’hanno rivotato.

Chi cerca a modo suo di tenere ancora alta la bandiera della sinistra in Sicilia è Claudio Fava, l’unico parlamentare eletto all’Assemblea regionale siciliana nella lista ‘Cento Passi’. Anni fa, per chi ci ha creduto, si presentava come alternativa al Partito Democratico. Lo stesso Fava però ha deciso che alle elezioni europee ha sostenuto Pietro Bartolo, candidato nel PD sostenuto anche dai renziani e dall’ex segretario regionale Davide Faraone.

Una scelta personale, non come movimento Cento Passi” Affermava ai giornalisti il presidente della commissione antimafia.

Scelta personale sarà anche il sostegno alle prossime amministrative di Agrigento che vedrà il candidato di Claudio Fava essere appoggiato anche da pezzi del Movimento 5 stelle. Stiamo parlando del consigliere comunale uscente Angela Galvano. Paese che vai, sinistra che trovi.

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