Rettore Unipa, lo Snals si schiera con Midiri per la successione a Micari :ilSicilia.it
Palermo

la presa di posizione

Rettore Unipa, lo Snals si schiera con Midiri per la successione a Micari

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19 Luglio 2021

E’ ufficiale: lo Snals si schiera apertamente con il professor Massimo Midiri per la corsa alla successione del rettore dell’Università di Palermo. Lo si apprende da una nota firmata dall’associazione.

“Tra pochi giorni, martedì 27 luglio 2021 – si legge nel documento che porta la firma in calce del segretario provinciale Giovanni Madonia Ferraro -, la nostra Comunità sarà chiamata a scegliere chi dovrà essere il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo nel sessennio 2021/2027. Una scelta che riguarda noi stessi, le nostre famiglie, ma non solo, una scelta che si estende ben oltre i confini del nostro Ateneo”.

“In questi anni di crisi pandemica e di crisi economica abbiamo potuto constatare sulla nostra pelle i costi di scelte difficili ma necessarie. Oggi intravediamo, dopo anni di tempesta, le prime luci dell’alba. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza della nostra Repubblica si sovrappone, temporalmente e strategicamente, al prossimo sessennio 2021/2027”, prosegue la nota. “Per queste e altre importanti ragioni, che non riportiamo in questa nota per esigenza di sintesi, non è retorico sostenere che la decisione che prenderemo su chi rivestirà il ruolo di prossimo Rettore per questi, decisivi, anni a venire, sarà di estremo valore”.

“In tal senso, privare la Comunità dell’Università degli Studi di Palermo della possibilità di votare in presenza è una ferita la cui responsabilità non può che essere attribuita a chi ne è l’artefice. Se costui (o costoro) non ha il coraggio dell’indipendenza, non avrà nemmeno il favore del giudizio”, si legge ancora.

“Un corpo elettorale vaccinato nella sua stragrande maggioranza, vasti spazi a disposizione e necessità di garanzia del voto più ampio possibile, proprio in considerazione dell’importanza storica, non hanno convinto chi di dovere a tenere la schiena dritta. L’appello che lanciamo oggi è, invece, rivolto ai componenti liberi e forti della nostra Comunità, che sappiamo con certezza essere molti, tanti, la maggioranza. A dispetto dei detrattori, il voto, oltre che un momento di alta democrazia, è sempre un tempo di comunità”, è il seguito della nota dello Snals.

Sono molte le segnalazioni di elettori dell’Ateneo di Palermo che non sono riusciti a registrarsi nonostante i numerosi tentativi. Molti di questi votanti appartengono a strutture che hanno sede presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico e tra loro sono molti quelli che fino a qualche giorno addietro, nel momento del bisogno più urgente, non abbiamo esitato a definire eroi. Non vorremmo, però, che stessimo assistendo all’ennesimo tentativo di considerare il Policlinico come la bad company dell’Università. Quel luogo bollato come covo di disordine e privo di decoro dai salottieri piccolo borghesi, presenti, seppure in poca misura, tra le fila dei nostri docenti. Una Istituzione tradita da chiavrebbe dovuto difenderla e ha invece deciso di svendere la propria storia e la propria comunità a favore di una corte baronale”, proseguono dall’associazione.

“Un Policlinico sporco e da tenere distante salvo passerelle, da svolgere rigorosamente fuori dalle mura aziendali tra viali alberati e lacchè sorridenti, per trasformare doverose campagne istituzionali in occasioni auto-promozionali. D’altronde tutto serve, non si butta via nulla per chi si auto propone costantemente, ad ogni intervista possibile, come risorsa elettorale, incurante delle stucchevoli sonore sconfitte”.

“Più volte, sia verbalmente che in forma scritta, abbiamo ribadito che l’Università è una sola, inscindibile. La visione miope di chi vuole liberarsi del Policlinico per affibbiarlo alle sabbie mobili della bassa partitocrazia localistica è tipica di chi pensa di potersi occupare di politica ma finisce solo per raccogliere polvere. La democrazia prevede che il Popolo è Sovrano, anche se al sovrano di turno questo non dovesse piacere. Su questo si basa la Costituzione, fondamento indistruttibile della nostra Repubblica. Anche se, chiuso nella sua routine di cerimonie ed inaugurazioni, online o ristretto ai famigli, colui che dovrebbe essere Rector sceglie, in spregio ai propri doveri istituzionali, di essere Pars”.

“La scelta partitica non è d’altronde una novità per chi ha deciso di candidarsi, perdere, per poi ripresentarsi candido al punto di partenza, in un triste gioco dell’oca dell’Ego sulla pelle dell’Ateneo. Lo stesso che ha tentato, con accorato appello alla autorità ministeriale, di prolungare di un anno in più la durata del proprio mandato. Lo stesso che ha tentato di ridurre al silenzio il Sindacato, quello autentico, e che ha umiliato il personale TAB e Sanitario, con “progressioni” fasulle e “pesatura” del voto”, è il prosieguo del documento.

“Nel nostro Ateneo, il 27 luglio 2021, si voterà a distanza, con sommo piacere di chi, sovrano di una ristretta corte altezzosa e alienata, evita con cura la propria Comunità di studenti, di lavoratori, di docenti, di gente in carne ed ossa che ha affrontato a viso aperto il COVID e le sue conseguenze In questa corte ridotta si distinguono i valletti compiacenti che, a chiamata, scrivono e sottoscrivono, fanno di conto e calcolano denari, facendo finta di non capire, fingendo di sindacare per ossequiare in realtà il potente di turno, sia esso il presunto sovrano, siano essi i suoi sceriffi, generali e commissari, pronti alla guerra per un soldo”, scrivono ancora dallo Snals.

“Delle azioni di questi luogotenenti del re si occuperanno le autorità competenti. Dei servitori ospitalieri e dei coppieri adulanti dalle bande rosse, dei cortigiani prescelti e di chi si è creduto sovrano si occuperanno gli Elettori, la nostra Comunità, che con un voto, libero e forte, volterà finalmente pagina, per una Università di Tutti. Lo SNALS, con i suoi più che 40 anni di storia, ha dimostrato di volere e sapere svolgere un ruolo significativo e autorevole nel panorama sindacale dell’Ateneo e dell’AOUP, forte del suo attaccamento ai valori di autonomia, di libertà e di democrazia”, è la presa di posizione.

Quindi l’appello finale: “Facciamo dunque appello a tutta la comunità perché tutti facciano valere il proprio voto:

Per rivendicare prima di tutto la propria dignità di persona libera;
Per tutelare i diritti di tutti i Colleghi dell’Ateneo e dell’AOUP;
Per valorizzare le professionalità di tutti gli operatori dell’Ateneo e dell’AOUP;
Per partecipare alla vita dell’Università;
Per ripristinare le corrette relazioni sindacali;
Per riaffermare la cultura dell’appartenenza;
Per non trascinare mai più l’Università di Palermo nell’agone politico;
Per il ripristino delle aree della Formazione e della Ricerca (indispensabili per la mission universitaria);
Per la certezza di progressioni verticali e concorsi pubblici liberi e realmente aperti a tutti;
Per una valutazione della performance basata unicamente sul merito;
Perché l’attribuzione degli incarichi poggi unicamente sul riconoscimento delle professionalità acquisite;
Perché il trasferimento presso un’altra struttura sia una possibilità concessa a tutti, e non un privilegio riservato a pochi;
Perché il personale t.a.b. torni a scegliere il Rettore con voto pieno, e non più pesato;
Perché l’Università di Palermo sia realmente autonoma, pluralista, laica e indipendente da ogni orientamento ideologico, religioso e politico;
Perché il nostro Ateneo diventi luogo dell’educazione a conoscere;
Perché nella certezza del diritto ciascuno possa trovare la fonte della propria libertà.

“Nella valutazione del programma dei due Candidati a Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, è nelle parole del professore Massimo Midiri che abbiamo ritrovato i nostri valori ed obiettivi, così come le azioni proposte per la valorizzazione del personale docente, TAB e Sanitario, la visione del futuro del nostro Ateneo e dell’AOUP, la visione collegiale e condivisa, nonché la necessaria revisione dello Statuto. È, pertanto, Massimo Midiri il candidato che sosteniamo ed invitiamo a votare con convinzione, credito e coraggio”, conclude la nota.

 

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