Rifiuti e altre ambiguità a Roccamena e in paesi limitrofi commissariati per mafia :ilSicilia.it
Palermo

le anomalie nel palermitano

Rifiuti e altre ambiguità a Roccamena e in paesi limitrofi commissariati per mafia

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11 Maggio 2020

La relazione della Commissione regionale antimafia, presieduta da Claudio Fava, sul sistema dei rifiuti siciliano ha messo in luce gravi anomalie. Si è parlato in particolare di discariche private, per un giro d’affari di centinaia di milioni di euro, e di autorizzazioni regionali, tra ampliamenti e proroghe.

Si è parlato anche di comuni sciolti per mafia senza una reale motivazione e di imprese, talvolta improvvisate, che effettuano il servizio di raccolta nei comuni in uno stato di emergenza che si protrae da anni.

Recentemente, è balzato in evidenza il caso di una impresa operante in provincia di Palermo che ha messo in grave imbarazzo le istituzioni dello Stato, tra interdittive prefettizie e annullamenti del TAR, in un balletto di provvedimenti contrastanti. Si tratta della F. Mirto srl, con sede in San Cipirello (Palermo), che ha ricevuto ben due interdittive antimafia dalla Prefettura di Palermo, ma ha continuato a svolgere la propria attività per via degli annullamenti decisi dal TAR in fase cautelare. Solo con successivo provvedimento in appello del CGA siciliano si è scritta la parola fine, almeno per il momento, ad una querelle che ha causato incertezze e gravi difficoltà alla gestione del servizio in alcuni comuni, ed in particolare a Monreale, dove la F. Mirto srl si era aggiudicata un appalto milionario.

Il titolare di fatto di questa società è Ignazio Mustacchia, che a quanto risulta dalle cronache giudiziarie, avrebbe inanellato procedimenti a suo carico, in passato e anche in tempi più recenti. Sembra essere ritenuto il dominus di un cartello di imprese basate tra i comuni di San Cipirello e San Giuseppe Jato, nella provincia palermitana, a cui fa riferimento, per quanto accertato dalla relazione di scioglimento del Comune di San Cipirello decretata nell’anno 2019, anche la Co.Ge.Si. srl, anch’essa interdetta per mafia.

Ma se in vari comuni  gli affidamenti del servizio dei rifiuti sono stati ritenuti cause concorrenti allo scioglimento del consiglio comunale, in un altro comune, poco distante, Roccamena, accade il contrario. Viene rimosso dall’incarico il dirigente che aveva escluso delle  imprese da una gara sia nel 2016 che nel 2018. Il dirigente però è rientrato in servizio grazie alla nuova legislatura nel piccolo comune di Palermo.  La nuova giunta guidata da Pippo Palmeri vi ha reinsediato il tecnico che era stato sollevato dall’incarico dal suo precedessore Tommaso Ciaccio, che oggi occupa la poltrona della presidenza del consiglio comunale.

L’ingegnere Salvatore Fiorentino torna a capo dell’ufficio tecnico dopo numerose querelle ed attriti con l’ex sindaco. Fiorentino ha evidenziato alle autorità competenti numerose anomalie avvenute nel piccolo paese di Roccamena. Ma al momento nulla è successo. E’ stato proprio lui nel 2016 e poi nel 2018 ad escludere le imprese Cogesi e Mirto srl dai bandi per la gestione dei rifiuti. Un sesto senso quello dell’ingegnere catanese in merito alle ditte che a quanto pare non è stato apprezzato dall’ex sindaco Ciaccio.

Proprio nel 2018 dopo alcuni giorni di interruzione della raccolta dei rifiuti, a Roccamena il servizio è ripartito, affidato, in maniera urgente, alla ditta Cogesi srl di San Giuseppe Jato. Su tre ditte invitate a partecipare alla procedura di affidamento diretto, oltre alla Cogesi, anche la “F. Mirto srl” e la “Costruzioni & Ambiente srl”, entrambe di San Cipirello.

La Cogesi si era aggiudicata l’appalto con un ribasso del 13,10%.  Un ribasso anomalo stando alle dichiarazioni giornalistiche rilasciate da Fiorentino in quegli anni. La delibera era stata firmata il 24 settembre dal sindaco  Ciaccio, dopo avere sollevato dall’incarico l’allora responsabile del servizio ecologia. Ossia l’ingegner Salvatore Fiorentino. Inoltre l’ex sindaco aveva unificato i servizi “Ambiente – Ecologia – Protezione Civile”, e si sarebbe  autonomamente nominato a capo dell’intera area tecnica con propria determinazione sindacale. Tutto legittimo per l’ex primo cittadino che ad oggi continua a fare politica nel paese.

La sospensione dall’incarico dell’ingegnere Fiorentino, e la conseguente auto nomina a capo dell’ufficio dello stesso sindaco aveva sollevato alcuni dubbi di legittimità. Il regolamento comunale prevede l’approvazione dell’atto di nomina da parte di tutta la giunta, e un titolo di studio di laurea tecnica. Ma ad oggi sembra tutto in ordine in uno dei vertici del triangolo formato da San Cipirello, San Giuseppe  Jato e Roccamena. 

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