Ritardo nei pagamenti ed esecuzione lavori: Ance Sicilia annuncia azione legale contro la Regione :ilSicilia.it

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Ritardo nei pagamenti ed esecuzione lavori: Ance Sicilia annuncia azione legale contro la Regione

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4 Agosto 2021

Il Consiglio generale di Ance Sicilia ha deciso di dare mandato ad uno studio legale affinché promuova un ricorso collettivo delle imprese edili associate – ciascuna per le proprie competenze – in sede civile e presso la Corte dei conti, contestando alla Regione siciliana il danno (costituito dal danno emergente e dal lucro cessante) arrecato alle stesse imprese dall’omesso pagamento, protrattosi per oltre otto mesi, delle fatture relative a forniture e lavori eseguiti“.

E’ quanto si legge in una nota dell’Associazione dei costruttori. “Le imprese non vengono pagate da novembre del 2020 e per adempiere ai propri impegni la Regione ha accumulato 4 mesi di ritardo nell’approvare il proprio bilancio (fine aprile scorso) e ulteriori 3 mesi ‘soltanto’ per il riaccertamento dei residui passivi – prosegue la nota – E solo in questi giorni sono stati resi disponibili in Cassa per pagare le imprese circa 3,2 miliardi di euro”. Sarà, inoltre, segnalata alla Procura della Corte dei conti “l’opportunità di valutare un’azione per danno erariale, sempre nei confronti della Regione, conseguente ai risarcimenti che l’amministrazione dovesse essere condannata a riconoscere ai ricorrenti“.

La nostra azione – dice il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutroneè in questa fase rivolta a tutelare le imprese ed i lavoratori dai ritardi registrati quest’anno, ma proseguirà con successive iniziative sul piano dei principi normativi, anche per evitare che simili situazioni si ripresentino negli anni a venire”. Ance Sicilia, infine, promuoverà un’azione legale “contro l’arbitraria decisione della Regione di ridurre unilateralmente – e persino con un ulteriore taglio del 5% all’anno, oltre a quello già operato nel 2013, sempre del 5%, rispetto agli importi validi in sede nazionale – i canoni di locazione dovuti contrattualmente per immobili presi in affitto da privati, anche in questo caso arrecando un notevole danno alle imprese edili proprietarie“.

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