Ritrovarsi e dirsi addio :ilSicilia.it

Ritrovarsi e dirsi addio

di
31 Agosto 2018

Carissimi,
l’estate è uno di quei momenti in cui potete uscire da voi stessi, osservarvi dal di fuori per avere certezza che tutto vada per il verso giusto e soprattutto per procedere con un esame di coscienza approfondito su quelli che sono i vostri convincimenti.

Se siete cosi fortunati da prendervi quei quindici giorni di ferie a vostro piacimento che per contratto non si negano a nessuno potete sperimentare quanto di seguito. Mettevi su un mezzo che vi porta fuori confine, in Europa se proprio volete tenervi informato su ciò che succede al mondo, guardate i notiziari stranieri e tenetevi lontani dai canali italiani.

Per prima cosa, scoprirete che se un ponte crolla, diventa la prima notizia di tutti i notiziari per tre giorni, con inviati sul posto che vi raccontano la notizia e non intervistano i parenti dei defunti per chiedere: “signora come si sente dopo che è morto suo figlio?”
viadotto Morandi GenovaScoprirete che dal quarto giorno non se ne parla più perché sono tutti a lavorare per ricostruire il ponte, accertare le responsabilità, pensare ai parenti delle vittime e nessuno, neanche i politici hanno tempo per andare in tv a fare chiacchiere e polemiche e a discutere su cose che neanche capiscono.
Scoprirete che le altre notizie sono sulla bella località o sul balcone più fiorito e non una continua elencazione di “lastime” opprimenti, come se nel nostro Paese ci fossero solo brutte notizie, un elenco interminabile giornaliero di cronaca nera.  (Non vi viene il dubbio che sia fatto a posta per ingenerarci paura e tenerci depressi e obbedienti?)

Spegnete adesso la TV e uscite per strada, con la macchina (si perché hanno inventato i centri pedonalizzati con sotto i mega parcheggi a pagamento, per non parlare di metro, treni e tram che rappresentano una normalità), in un attimo scoprirete che esistono strade dove la gente gioca per strade a boccette tanto sono lisce, senza esser rattoppate ogni 5 metri in senso orizzontale e longitudinale e soprattutto non esistono tombini sprofondati.

Vi chiederete: “ma questi la fibra ottica, internet superveloce, o la TV via cavo non ce l’hanno?” O ancor peggio: “senza tombini? E non cacano?” Li la risposta è più complessa, per andare di corpo, ci vanno e per lavarsi i più puliti fanno operazioni acrobatiche di un certo livello, per risparmiare spazio.

Tornate a casa e come unica consolazione ritroverete il bidet ma insieme alle abitudini di sempre e vi incazzerete perché troverete la cartella delle tasse da pagare alla fonte, le zone blu e in più dovrete dare i soldi al posteggiatore abusivo che si è impossessato della vostra strada e riscuote la sua tassa impunito sotto gli occhi di tutti, anche di chi dovrebbe vigilare. Perché?

Ad un qualunque cittadino di una qualunque città di quell’Europa che dichiariamo starci a cuore verrebbe un infarto dal dispiacere a confrontarsi con tali soprusi e disservizi. Sarà, ma sono rimasto un nostalgico normanno che si incazza perché deve pagare un bene e un servizio che gli appartiene per tre volte per non averlo proprio.

Questa estate mi sono dato una spiegazione poiché quanto dico è così palese che tutti dovremmo essere d’accordo e invece non è così, la nostra terra è divisa tra chi dice tutto a posto e chi risponderebbe alla Sperandeo “tutto a posto a m…”.

Sono giunto alla conclusione che tutto dipende dal modello che ci siamo dati, possiamo essere l’ultimo capoluogo europeo (intesa come geograficamente) o il primo capoluogo nordafricano.

Bisognerebbe essere più chiari e meno ipocriti su ciò, se abbiamo fatto tanti sacrifici per integrarci in una Europa che abbiamo pensato e contribuito a creare dopo i disastri della guerra, perché dovremmo ambire ad essere una capitale magrebina?

Se di contro vogliamo essere un esempio di capitale nordafricana allora ecco che saremmo in grado di giustificarci tutto, potremmo dire a tutti i disperati di questo mondo, “venite, venite senza regole, cape la casa quanto vuole il padrone” (anche se il padrone sta parlando di casa vostra e non della sua) e ri-islamizziamoci, per noi non dovrebbe essere una cosa nuova e poi Dio è uno e uguale per tutti, siamo già stati dominati dagli arabi, una millenaria e rispettabile cultura. E’ solo un fatto di scelta, non possiamo essere sia questo che quello e il ruolo di cerniera tra i due mondi ce lo siamo giocati da tempo.

Ecco mi sono voluto disintossicare e ho voluto ripassarmi le regole della convivenza e il significato di servizi pubblici e verificare se fuori dal mio “cato”, il “nostro cato” esistessero ancora e non come da qualche tempo in modo subliminale ci vogliono fare credere attraverso un’informazione unificata del tipo “statti tranquillo che almeno hai questo poco e difenditelo” perché io sono consapevole e “questo poco” l’ho davanti agli occhi tutti i giorni, ma confrontando i prezzi mi verrebbe da dire alla Benigni: “ma quanto cazzo costano le banane in Sicilia?”

Un abbraccio, Epruno.

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