Saghe familiari: Ray Donovan, Peaky Blinders :ilSicilia.it

Il nuovo articolo della rubrica "Fenomeno Serie Tv"

Saghe familiari: Ray Donovan, Peaky Blinders

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27 Ottobre 2021

Ci sono serie o miniserie tv diverse dalle altre perché piuttosto che raccontare le vicende di singoli personaggi hanno come protagonisti degli interi gruppi familiari. In questi casi le  dinamiche narrative sono diverse, più complesse ed articolate e si sviluppano  in  storie totalmente di  fantasia – oppure  raccontano di famiglie  importanti realmente esistite e in questo caso, assurgono quasi a  testimonianze storiche.  Sono state realizzate molte saghe familiari  in questi ultimi anni,  anche di generi molto diversi  e tutte hanno avuto o continuano ad avere un grande seguito; tra le più note : Downton Abbey, The Crown, Power, Yellowstone, This is us, Six Feet Under, Breaking Bad, Modern Family e anche, naturalmente, la pluripremiata Il Trono di spade.  I miei suggerimenti di questa settimana riguardano però altre due serie di questo genere, delle quali ho terminato la visione da poco:   Ray Donovan Peaky Blinders.
Entrambe nel catalogo Netflix,  ambientate in periodi storici diversi, narrano le vicende di due famiglie, i Donovan in Ray Donovan e gli Shelby in Peaky Blinders. Due serie a mio avviso molto interessanti, con attori di grande spicco, che hanno ricevuto diversi riconoscimenti per le loro interpretazioni.
Ray Donovan, della quale avevo sentito parlare  ma  che non avevo mai trovato lo spunto per iniziare,  è una serie ambientata ai nostri giorni e prende il nome dal protagonista – che nella vita si occupa di togliere da ogni tipo di guai gente ricca e spesso senza scrupoli della Los Angeles bene.
I problemi e le  richieste dei suoi clienti,  che Ray deve affrontare, risolvere o soddisfare, si intrecciano con i guai  causati dai suoi irrequieti familiari.
Ovviamente essendo una serie che vi consiglio di vedere, non scenderò nei dettagli per evitare sgraditi spoiler;  posso tuttavia dirvi che sono tanti i  personaggi che l’arricchiscono con  interpretazioni di gran livello recitativo. Oltre a Liev Schreiber che interpreta Ray, sono da citare tra gli altri, il veterano Jon Voight (Mickey,  il padre di Ray), Paula Malcomsom (Abby, la moglie), ma voglio segnalarvi soprattutto le interpretazioni di Eddie Marsam (Terry) e Dash Mihok (Bunchy) i due fratelli di Ray, entrambi con problemi di natura fisica e psicologica, cosa che rende le due interpretazioni davvero intense e commoventi. Sono sette le stagioni realizzate e tutte presenti su Netflix, ma l’ottava – che doveva concludere la storia –  è attualmente bloccata dalla casa di produzione per motivi economici.  Tutti i fan sperano che  ne venga iniziata presto la lavorazione  anche se si  è ventilata l’ipotesi che  la serie possa essere conclusa con un film.

Conoscevo anche Peaky Blinders, ma  in questo caso ne avevo sempre rimandato la visione sino a quando non ne ho sentito parlare in termini entusiastici in un programma radiofonico.  Ambientata al termine della prima guerra mondiale a Birmingham, dove i due fratelli Tommy e Arthur Shelby rientrano come reduci, i due con il resto dei familiari fondano la  gang dei Peaky Blinders. Con Tommy ( uno straordinario Cillian Murphy)  che ne diventa il Boss, tutti gli Shelby, comprese le donne che rivestono ruoli importanti nella Gang, cercano di affermarsi anche con metodi violenti nel mondo delle scommesse  illegali e del mercato nero.
Peaky Blinders ( banda realmente esistita in quegli anni)  prendono il nome  dalle visiere affusolate, quasi a punta, dei cappelli che indossano tutti i componenti della banda, ma anche  dalle lamette  nascoste nei risvolti dei copricapi e  usate al momento del bisogno come armi.
L’ascesa nel mondo criminale degli Shelby e il tentativo di introdursi ed  affermarsi  nel mondo legale delle scommesse e della politica determineranno una serie di eventi che vi faranno appassionare a questa serie.
Sono cinque le stagioni, tutte presenti su Netflix, ed una sesta è in arrivo.

Prima di salutarvi  voglio ricordare anche  una bella saga familiare italiana un po’ datata,  che ricordo per le emozioni che mi ha trasmesso: La meglio gioventù.
Realizzata da Marco Tullio Giordana – autore anche de I Cento passi – e uscita prima al cinema in due parti nel 2003 e poi  trasmessa dalla rai in 4 puntate alla fine dello stesso anno, è ambientata agli inizi degli anni sessanta e ripercorre 40 anni di  storia di una famiglia borghese romana. Sono molti i giovani  attori protagonisti di questa serie che negli anni successivi si sono affermati, Luigi Lo Cascio, Alessio Boni, Maya Sansa, Francesco Gifuni, Sonia Berganasco (la Livia di Montalbano) oltre la veterana Adriana Asti. La serie alterna  momenti  divertenti  ad altri poetici, drammatici  e commoventi, ripercorrendo anche la storia del nostro paese: un bel prodotto italiano d’autore  che vi  consiglio di vedere se vi capiterà l’occasione.
Vi do appuntamento alla prossima settimana e aspetto sempre le vostre e-mail con le richieste, consigli o suggerimenti, quindi scrivetemi a fenomenoserietv@gmail.com .
Llap Michele.

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