Salute: fratture degli arti, oltre 40 esperti Ortopedici ad Agrigento :ilSicilia.it
Agrigento

venerdì 29 e sabato 30 novembre

Salute: fratture degli arti, oltre 40 esperti Ortopedici ad Agrigento

di
27 Novembre 2019

Tutto pronto per il 28° congresso regionale dell’Asoto, Associazione siciliana ortopedici traumatologici ospedalieri, che si svolgerà venerdì 29 e sabato 30 novembre, nelle sale dell’Hotel Dioscuri Bay Palace di San Leone ad Agrigento.

Saranno presenti più di quaranta esperti provenienti da ogni parte dell’Isola, che si confronteranno sui temi più attuali che riguardano le fratture di braccia e gambe, precisamente femore, omero e tibia.

Il congresso di quest’anno ha come titolo “Le fratture diafisiarie di femore, omero e tibia: cos’è cambiato nell’ultimo decennio” e si concentrerà proprio sulle innovazioni terapeutiche per fronteggiare una traumatologia molto diffusa, anche a causa dei sempre più frequenti incidenti stradali.

Nell’arco di sei sessioni, completate dalla discussione di casi clinici, gli ortopedici approfondiranno diversi temi tra cui:

  • il trattamento delle diverse fratture con chiodo endomidollare, o con placca e viti;
  • la cura delle pseudoartrosi;
  • le novità tecnologiche applicate alle protesi del ginocchio;
  • il trattamento delle fratture in età pediatrica.
Rosario Lupo
Rosario Lupo

Il responsabile scientifico del congresso è Rosario Lupo, presidente dell’Asoto, e direttore dell’Unità operativa complessa di Ortopedia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

Il traumatologo dell’era contemporanea – afferma Lupo – non può prescindere da una profonda conoscenza di tutte le problematiche relative a questo tipo di fratture. Il bagaglio culturale del traumatologo deve avere un’esatta comprensione del quadro clinico, delle complicanze maggiori e minori ed infine una profonda e completa conoscenza di tutti i presidi a sua disposizione per il trattamento più corretto. Durante il congresso ci confronteremo non solo sulle tecniche chirurgiche, ma anche sui presidi ortopedici messi a disposizione nell’ultimo decennio e che ci consentono oggi di affrontare queste patologie con maggiore tranquillità”.

 

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