Sanità: Pagano (Lega), "26 medici indagati ad Agrigento. Fermiamo questa speculazione" :ilSicilia.it
Agrigento

lo dichiara il vicepresidente della Lega alla camera

Sanità: Pagano (Lega), “26 medici indagati ad Agrigento. Fermiamo questa speculazione”

di
30 Marzo 2020

“Sono 26 i medici iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo in seguito al decesso di una donna dopo un’operazione d’urgenza eseguita all’ospedale di Agrigento. Ventisei medici sotto tortura e vittime di un sistema ormai malato in tutta Italia, da nord a sud. Non ci sono dubbi: girano troppi interessi e troppe speculazioni sulle morti in ospedale a scapito della categoria di medici, infermieri e operatori sanitari. Siamo alla barbarie che non fa altro che impoverire enormemente le strutture ospedaliere rimpinguando, invece, le casse di studi legali specializzati, di certe associazioni di (pretesa) assistenza al cittadino e, spiace dirlo, anche di “fortunati” parenti magari alla lontana che vedono monetizzare il loro dolore, vero o presunto chi lo sa”.

Alessandro Pagano (Lega)

Così il vice presidente della Lega alla Camera dei deputati, Alessandro Pagano.

“Comprendo il risarcimento del danno patrimoniale per colpa grave – prosegue – ma non comprendo il risarcimento del danno non patrimoniale. Quando mai il denaro ha lenito il dolore? A chi mai è passato per la testa che la “medicina” del dolore siano gli Euro? È aberrante anche solo il pensiero. Il dolore va rispettato, nessuno discute su questo, ma non va monetizzato con la complicità di studi legali specializzatisi in azioni sanitarie che macinano profitti solo con cause intentate per qualsiasi caso di presunta malasanità”.

“In questi giorni i medici – conclude Pagano – i nostri eroi, sono in trincea negli ospedali per curare soprattutto pazienti Covid-19 ed è indispensabile tutelare la loro professionalità: secondo il dl 18 (AS 1766) durante il periodo del Cornavirus la responsabilità civile penale e amministrativa dei medici e delle strutture è limitato alle condotte dolose. Buon passo ma non basta. E’ indispensabile che questo valga sempre, non soltanto in periodo di pandemia”.

 

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