Savarino: "Sbloccati i lavori Cmc. Ora serve un decreto salva imprese dal Governo" :ilSicilia.it
Agrigento

SULLA PALERMO-AGRIGENTO E AGRIGENTO-CALTANISSETTA

Savarino: “Sbloccati i lavori Cmc. Ora serve un decreto salva imprese dal Governo”

28 Febbraio 2019

Sono ripresi i lavori sulle SS121 Palermo-Agrigento e SS640 Agrigento-Caltanissetta, grazie alla serietà ed allo sforzo delle imprese siciliane affidatarie dei lavori e dell’Anas. «Ho appena effettuato un sopralluogo sul cantiere, insieme ai sindaci di Bolognetta e di Lercara, e del Vice Presidente del Comitato delle Imprese», spiega  la Presidente della IV Commissione ARS, Giusi Savarino.

ss640«Voglio esprimere un plauso alle  imprese affidatarie per questo importante risultato ottenuto ed ovviamente al governo Musumeci poiché la sua autorevolezza e competenza sono state le chiavi di volta per la ripresa dei cantieri. Adesso mi rivolgo al governo Nazionale, in particolare al ministro Toninelli, e sostenendo l’appello del Presidente Musumeci dico: Noi abbiamo fatto la nostra parte per far riaprire i cantieri, Voi, dopo aver salvato la Banca Carige, con la stessa solerzia,  occupatevi del sud! Non posso essere le imprese siciliane a pagare il prezzo della crisi economica della Cmc, serve subito un “Decreto Salva Imprese”».

Intanto ieri, è intervenuta anche la Fillea Cgil Palermo: “Bene la ripresa dei lavori da parte delle imprese affidatarie.  Ma se non riparte l’attività globale, con il ritorno al lavoro di tutti i  103 dipendenti diretti della Bolognetta Scpa, non sarà, dal nostro punto di vista,  una vera ripresa. Il cantiere non andrà a regime e non potrà avere la spinta produttiva necessaria per il completamento dell’opera”, afferma il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo.

Piero Ceraulo, segretario della Fillea Cgil Palermo
Piero Ceraulo, Fillea Cgil Palermo

La Fillea Cgil Palermo ha chiesto un incontro congiunto con Anas e con la Bolognetta scpa, per definire le modalità di ripresa del cantiere. “Allo stato attuale i lavoratori continuano a essere posti in cassa integrazione – aggiunge Ceraulo – E questo suona per noi come un  campanello d’allarme. Se riprenderanno, solo i lavori con le aziende affidatarie, che svolgono le opere propedeutiche, questo si tradurrà in una ripresa parziale e non effettiva, che si avrà solo se torneranno al lavoro tutte le maestranze”.

 

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