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VIII Atlante dell'infanzia a rischio "Lettera alla scuola"

Scuola, la Sicilia prima per tasso di abbandono scolastico: povertà e plessi inadeguati

14 Novembre 2017

La Sicilia ha un primato: è la prima regione in Italia per tasso di abbandono scolastico nelle scuole secondarie di primo grado. Per quanto riguarda le scuole secondarie di secondo grado, la nostra isola è terza, battuta da Sardegna e Campania.

Un triste primato che è stato rilevato nella stesura dell’VIII Atlante dell’infanzia a rischio “Lettera alla scuola” di Save the Children, pubblicato da Treccani e presentato in anteprima a Roma nei giorni scorsi.

Lo studio ha evidenziato altri dati statistici poco confortanti, per esempio che in Sicilia quasi un ragazzo su quattro ha lasciato precocemente la scuola, altro primato negativo.

La nostra regione ha un numero altissimo di minori in povertà relativa, ben il 42%, in un’Italia in cui le famiglie con minori in povertà assoluta in dieci anni sono quintuplicate e che si trova a fare i conti con gli effetti della recessione sulla motivazione dei giovanissimi e con una popolazione sempre più vecchia: oltre 165 anziani ogni 100 bambini; in Sicilia i picchi sono nella provincia di Messina con 177 anziani per 4 bambini, seguita da Enna e Trapani, che hanno quasi lo stesso rapporto numerico.

La povertà di certo aumenta il tasso di abbandono scolastico e ne condiziona il rendimento, con oltre 1 quindicenne su 4 bocciato in contesti socio-economici svantaggiati. Ma anche le scuole sono spesso inadeguate, con oltre 4 istituti su 10 (41,4%) che non sono dotati di laboratori a sufficienza (in Sicilia sono più della metà nelle province di Catania, Palermo e Ragusa, rispettivamente al 58,2%, 56,3% e 53,7%).

In questo contesto, alunni e studenti spesso non trovano nella scuola risposte idonee alle sfide dei nostri tempi.

 

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Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.