20 settembre 2018 - Ultimo aggiornamento alle 19.12
caronte manchette
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Per il tg satirico, dietro la presunta bufala dei Caf ci sarebbe il critico d'arte

Sgarbi “incastrato” da Striscia, tuona contro Ficarra e Picone: “Fanno le marchette al M5S” | VIDEO

13 marzo 2018

Ieri sera i conduttori e comici palermitani Ficarra e Picone hanno lanciato su Striscia la Notizia un servizio che sta scatenando grosse polemiche sui social network: secondo il tg satirico di Antonio Ricci, infatti, a confezionare la presunta falsa notizia delle code ai Caf per richiedere informazioni sul reddito di cittadinanza che nei giorni scorsi ha tenuto banco su giornali e social media, sarebbe stato Vittorio Sgarbi, assessore ai beni culturali della Regione siciliana, eletto alla Camera in quota Forza Italia.

In alto il video col fuori-onda che testimonierebbe la creazione della fake news.

Immediata la replica di Sgarbi, infuriato con Striscia. “La sola fake news è quella di ‘Striscia la notizia’. Servizio completamente falso”, tuona il critico d’arte in un lungo post su Facebook:

“Sarebbe bastato contestualizzare la telefonata tra me e il mio ufficio stampa – spiega Sgarbi – per comprendere come non stessimo ‘confezionando’ un bel nulla, ma, al contrario, commentando la notizia delle file al Caf per il reddito di cittadinanza – pubblicata da numerosi organi di stampa nazionali e regionali e diffusa da numerose reti televisive – concordando, quindi, di rilanciarla, con toni ironici (“così li prendiamo per il culo”) sui nostri profili social, cosa che, peraltro, com’è facilmente verificabile, non abbiamo più fatto proprio per le notizie contraddittorie che si susseguivano”.

Ficarra e Picone a StrisciaSgarbi sostiene che la telefonata è “successiva (l’indomani, per la precisione) alla pubblicazione sui giornali delle file ai Caf”. Poi va all’attacco del tg satirico: “E’ una notizia vera, invece, la ‘marchetta’ che gli intrepidi Ficarra & Picone, forse ansiosi di mostrarsi fedeli al nuovo potere che avanza, hanno inteso fare ai 5 Stelle montando un servizio che stravolge la realtà, facendo credere che le file al Caf fossero una nostra invenzione. Insomma – osserva -, tanto rumore per nulla”.

Sgarbi annuncia anche di stare valutando di ricorrere alle vie legali contro il servizio di Striscia. “Ovviamente, per le reazioni scomposte che una simile bufala può ingenerare ai danni miei e del mio ufficio stampa da parte di tanti militanti invasati che albergano nel Movimento 5 Stelle, valuteremo con i legali – conclude – quali azioni intraprendere a tutela della nostra incolumità”.

Ma dopo il post di Sgarbi, l’ufficio stampa di Striscia la notizia risponde così: «Vittorio Sgarbi non ha gradito il servizio sulla fake news delle file al Caf per il reddito di cittadinanza trasmesso ieri sera in puntata. Ma le sue argomentazioni non tornano». Ecco la risposta di Striscia:

«Ieri sera Striscia la notizia ha trasmesso un esclusivo fuorionda in cui il responsabile dell’ufficio stampa di Vittorio Sgarbi sembrava proporgli la fake news delle file al Caf per il reddito di cittadinanza, successivamente ripresa da numerosi organi di stampa e reti televisive. Nel fuorionda andato in onda a Striscia sembra proprio che sia stato Sgarbi a dare il via libera alla diffusione della notizia. Il critico d’arte, però, ieri ha replicato seccato sulla sua pagina Facebook, sostenendo che la telefonata tra lui e il suo ufficio stampa è avvenuta il giorno dopo la pubblicazione della notizia sui giornali. Peccato che il fuorionda di Sgarbi sia stato preso durante la registrazione del programma “Dalla Vostra Parte” di lunedì 5 marzo e che, invece, il primo organo di stampa a parlare delle code al Caf sia stato la “Gazzetta del Mezzogiorno” di mercoledì 7 marzo. L’Ansa ha ripreso la fake news addirittura il giorno seguente, giovedì 8 marzo. Come faceva Sgarbi a sapere già lunedì sera quello che i giornali avrebbero scritto due-tre giorni dopo? Avrà mica il dono della preveggenza?»

Le polemiche, di certo, sono destinate a continuare…

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