13 dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento alle 20.09
caronte manchette
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invocano la riapertura immediata della trattativa

Sicilia, rinnovo del contratto: l’Ugl proclama lo stato di agitazione dei dirigenti

3 novembre 2018

L’Ugl proclama lo stato di agitazione dei dirigenti della Regione Siciliana che, alla stregua di tutti gli altri dipendenti regionali, reclamano il rinnovo del contratto collettivo scaduto da circa 10 anni. In particolare il sindacato chiede la riapertura della trattativa ferma da settimane. L’ultimo incontro è datato 24 settembre.

In un’accesa assemblea tenutasi nei giorni scorsi presso l’Auditorium dell’Assessorato regionale territorio e ambiente il segretario regionale, Ernesto Lo Verso, e il responsabile della dirigenza, Franco Scancarello, contestano la scelta unilaterale dell’Aran di interrompere il confronto senza peraltro, sottolineano, dare nessuna spiegazione alle organizzazioni sindacali.

Inoltre, il sindacato lamenta l’indifferenza mostrata dal governo ed in particolare dall’assessore alla funzione pubblica, Bernadette Grasso. Sia lei, infatti, che gli altri vertici del governo erano stati invitati più volte a partecipare all’assemblea, ma hanno disertato l’incontro. Mentre l’Aran non ha ancora inviato alle controparti nessuna bozza di contratto.

“Tali atteggiamenti e tale comportamenti – si legge nel verbale dell’Assemblea – in realtà nascondono la volontà di voler lasciare la categoria dei dirigenti nello stato di precarietà e di abbandono nel quale ormai vivono da oltre 10 anni, in questo non differenziandosi per nulla dai precedenti governi Crocetta e Lombardo“.

Nell’attesa di ricevere risposte concrete l’Ugl ha già convocato altre assemblee nelle sedi periferiche della Regione, a Catania, Agrigento, Siracusa ed Enna e invitato i segretari e i responsabili di tutte le altre organizzazioni ad unire le forze per agire unitariamente. L’obiettivo è quello di superare questa situazione di stallo e raggiungere al più presto l’obiettivo del rinnovo.

A tal proposito ha fatto appello anche al presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, e ai capigruppo di maggioranza e di opposizione, chiedendo loro di “mettere in atto tutte le azioni di propria competenza legislativa ed ispettiva per sbloccare la grave situazione in cui versa la categoria”.

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