Sicilia: "Stabilizzazione Asu? Dall'Ars una fake news" :ilSicilia.it

LO DICE ELLA BUCALO, PARLAMENTARE DI FDI

Sicilia: “Stabilizzazione Asu? Dall’Ars una fake news”

12 Ottobre 2019

Se non è una fake news poco ci manca. La notizia in merito alla presunta stabilizzazione dei lavoratori impegnati in ASU, in questi giorni più volte sbandierata come conquista politica, purtroppo tale non è”. La deputata nazionale di Fratelli d’Italia, Ella Bucalo, interviene nel dibattito innescato dalle trionfalistiche dichiarazioni di alcuni parlamentari regionali, dopo l’approvazione dell’Ars di una norma inserita nel testo del “Collegato bis”, riguardante i lavoratori precari.

Bucalo scuola“Questa disposizione concede la possibilità solamente a pochi e non a tutti gli oltre 5.000 precari, di uscire dal privato sociale e passare in utilizzazione anche in Enti Regionali, che però per legge non possono stabilizzarli. Il tutto però, non potrà avvenire in mobilità presso quegli enti pubblici con idonea capacità assunzionale, come previsto dalla vigente normativa regionale. Bisognerà inoltre, redigere un programma di fuoriuscita, adempimento obbligatorio, per quegli Enti utilizzatori interessati alla prosecuzione delle attività socialmente utili, nonché obbligati alla successiva stabilizzazione occupazionale. Ritengo pertanto – conclude la deputata siciliana – non sia giusto illudere così miglia di famiglie, questo provvedimento ci riporta solamente indietro negli anni, ed essendo in palese contrasto con le leggi previgenti, toglie ai beneficiari, la legittima aspettativa della stabilizzazione. Per fare politica ci vuole onestà intellettuale, cosa che nello specifico qualcuno non ha avuto. Personalmente, ferma restando la competenza della Regione, come in passato, ho già posto la questione degli Asu siciliani, all’attenzione del Parlamento”.

 

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Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.