Sicilia: via al nuovo Piano "Garanzia Giovani 2", lavoro per i ragazzi dai 15 ai 34 anni :ilSicilia.it

stanziati dalla regione oltre 200 milioni di euro

Sicilia: via al nuovo Piano “Garanzia Giovani 2”, lavoro per i ragazzi dai 15 ai 34 anni

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27 Febbraio 2020

È stato presentato a Palazzo Orleans, alla presenza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dagli assessori regionali al Lavoro Antonio Scavone e alla Formazione professionale Roberto Lagalla il nuovo Piano “Garanzia giovani 2”, piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, con il quale sono stati stanziati oltre 200 milioni di euro per migliorare i livelli di occupazione.

Obiettivo principale del programma è quello “di diminuire le distanze tra i giovani dell’Isola e il mercato del lavoro, offrendo misure concrete come i tirocini, la formazione mirata all’inserimento lavorativo e l’apprendistato per la qualifica e il diploma“.

Fra le misure più significative la formazione mirata all’inserimento lavorativo che, con una dotazione finanziaria di 22 milioni di euro, sarà volta a fornire le conoscenze e le competenze necessarie a facilitare l’inserimento lavorativo dei giovani attraverso percorsi formativi specialistici, in particolare attraverso l’acquisizione delle competenze necessarie all’ottenimento di un attestato di certificazione linguistica (di livello non inferiore a B1) e informatica (riconosciuto anche all’estero).

Altri 24 milioni di euro saranno invece destinati al reinserimento di 15-18enni in percorsi formativi attraverso percorsi di reinserimento di giovani che abbiano abbandonato un percorso formativo per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e/o dell’obbligo in percorsi di istruzione e formazione professionale. Molto attesa la misura dei tirocini extracurriculari – 58 milioni di euro la dotazione finanziaria – con cui verranno attivati percorsi che prevedono un periodo di formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro, per favorire l’inserimento/reinserimento nel mercato di giovani disoccupati e/o inoccupati dove verrà riconosciuta un’indennità mensile per i destinatari di 300 o 500 euro nel caso di tirocini svolti da soggetti disabili e da persone svantaggiate.

Dieci milioni di euro sono stati stanziati invece per la misura cosiddetta “Assunzione e formazione”, non presente nel precedente programma, volta a sostenere e agevolare l’inserimento lavorativo dei giovani in possesso solo parziale delle competenze per lo svolgimento della mansione a supporto nel completamento del loro profilo professionale attraverso l’inserimento in percorsi formativi post assunzione.

Garanzia Giovani finanzia anche con 3,5 milioni di euro l’Apprendistato di I livello rivolto a giovani tra i 15 e i 35 anni non compiuti e Neet (15 – 29 anni), finalizzato a ridurre la dispersione scolastica. Si tratta della realizzazione di contratti di apprendistato in grado di coniugare l’esperienza lavorativa con quella formativa orientata al conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica professionale. Altri 3,5 milioni sono destinati poi all’Apprendistato di III livello (Alta ricerca e formazione) che garantisce ai giovani, tra i 17 e i 29 anni, assunti con apprendistato alta formazione e ricerca, una formazione coerente con le istanze delle imprese, conseguendo un titolo di studio in alta formazione o svolgendo attività di ricerca.

«Garantire competenze e adeguati livelli di conoscenza, favorendo il più stretto raccordo con il mondo della formazione e quello dell’impresa – interviene l’assessore Roberto Lagalla è l’unico modo per assicurare alle giovani generazioni nuove opportunità lavorative. A riguardo, stiamo portando avanti numerose azioni in linea con questo obbiettivo e quindi recuperando la mancanza di corrispondenza, denunciata sino ad oggi, tra la richiesta di professionalità, da parte delle imprese, e la richiesta di occupazione da parte dei giovani».

Tantissimi ragazzi cercano lavoro noi ci siamo posti alcuni problemi alcune domande – ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – Questo avviene anche perché si preferisce il lavoro dipendente da quello autonomo e perché il mercato del lavoro richiede figure professionali sempre più dotate di competenze specifiche. Dobbiamo lavorare per formare figure professionali in sinergia con il mondo del lavoro. Non più abilità professionali avulse ma figure che possano entrare presto nei circuiti produttivi soprattutto nel comparto dell’innovazione“.

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