Siciliani semu e, quindi, “Amunì, mòviti ddocu" :ilSicilia.it

A spasso con la lingua siciliana

Siciliani semu e, quindi, “Amunì, mòviti ddocu”

di
29 Maggio 2020

Siciliani semu e quella della nostra lingua è la storia dei popoli che l’hanno abitata, preferiamo questo termine al dominata in quanto figli di questo coacervo di culture che in alcuni fanno prevalere i caratteri arabi, in altri quelli normanni, in altri ancora quelli spagnoli e così via.

Il siciliano, lo diciamo “priati”, cioè “contenti“, non deriva dall’italiano ma, al pari di questo, direttamente dal latino volgare, costituendo, già nella prima metà del XIII secolo,  la prima lingua letteraria della nostra penisola nell’ambito della Scuola siciliana.

Anche l’UNESCO gli riconosce lo status di lingua madre e a noi quello di bilingue e, infatti, ai sensi della Carta europea per le lingue regionali e minoritarie, che all’articolo 1 afferma che per “lingue regionali o minoritarie si intendono le lingue che non sono dialetti della lingua ufficiale dello Stato“,  la nostra si smarca fortemente dall’essere considerato“vernacolo”. Alcuni studiosi asseriscono, inoltre, che il siciliano sia la più antica lingua romanza.

Infine, nel 2011 , l’Assemblea regionale siciliana ha approvato una legge che promuove il patrimonio linguistico e la letteratura siciliana nelle scuole.

Gaetano Basile

Amunì e Mòviti

Ci sono dei termini siciliani, anzi lo sono quasi tutti, tipo Amunì e Mòviti, oggi nostri protagonisti, che hanno una musicalità e una creatività che, derivandogli dai nostri progenitori, nella traduzione non rendono appieno. Per  l’esortazione “Amunì” la nostra Bibbia è il “Dizionario sentimentale della parlata sicilianadi Gaetano Basile, ambasciatore della nostra cultura, storico, scrittore e giornalista. Quante volte avrete sentito ripetervi: “Amunì”? Estrapolando dal libro la parte che ci interessa, compaiono diverse ipotesi: secondo la dottoressa Teresita Da Roca y Capell, studiosa di Barcellona, deriva dalla zona di Lleyda-Agramunt, comunità autonoma della Catalogna, dove si usa, ancora, amùnt, che si pronuncia amunì, con lo stesso significato siculo. L’insigne grecista e antichista ragusano, il Professore Gaetano Cosentini, afferma, invece, che derivi dal verbo greco àmino, scritto amuno, diventato in siciliano prima àmune e, poivisto il nostro amore nel dare enfasi all’ultima sillaba e alla vocale “i”rispetto alla “e”, in amunì.

Il suo significato ha, però, anche un’altra funzione, quella di galvanizzare, svegliare qualcuno dal suo torpore; immaginatelo, insomma, come una scossa linguistica. Il “Dizionario sentimentale della parlata siciliana” di Gaetano Basile, scherzoso e profondo come il suo autore, recita il suo amore per la nostra lingua con queste parole:

Dizionario sentimentale della parlata siciliana non ha scadenza e resiste a temperature superiori ai 30°. Può causare assuefazione. Non è soggetto a prescrizione medica e può essere somministrato ai minori di anni 16. Perché non dimentichino la loro lingua. Con quell’esprit de finezze che ci ha sempre distinti”.

La lingua Siciliana

La nostra passeggiata prosegue con “Moviti” o “Muovitiche, a seconda, dell’accento e della lentezza con cui si pronuncia può essere sinonimo di Amunì o cambiare radicalmente il suo significato. Se si ha fretta, con “Muoviti” detto fulmineamente inviterete il vostro interlocutore a darsi una mossa, ritornando allo sua funzione di di scuotimento; se, invece, con lentezza, facendo cadere l’accento sulla u di “Mùoviti” oppure sulla o di “Mòviti”, a seconda della provincia, e pronunciandolo doppio, “Mòviti, Mòviti ddocu“, cioè qua, diventa  meraviglioso ossimoro per dire “Mòviti fermu. Per farvi un esempio: se andate a far visita a delle zie, a dei nonni in là con gli anni, nei paesi, forse più delle città, se la conversazione è piacevole e l’atmosfera allegra, appena starete per andar via vi sentirete ripetere questa invocazione con cui vi si vuole convincere a “fermarvi natra anticchia”, un altro pochino, una dolce richiesta a cui non saprete, potrete e vorrete dire di no.

Chiudiamo con la summa: “Amunì, mòviti natra anticchia” e che il siciliano sia sempre con noi.

 

© Riproduzione Riservata
Tag:

Fenomeno serie tv

di Michele Lombardo

Outlander e i viaggi nel tempo

Anche questa volta lo spunto per scegliere l argomento del nuovo articolo me lo ha dato una serie che sto seguendo in questo periodo con interesse crescente  : "Outlander". Sei  stagioni tutte presenti su Sky,  una serie di cui avevo sentito parlare e che più volte mi era stata

Blog

di Renzo Botindari

La Cosa Giusta

Il mio mondo è pieno di individui che hanno preso le scorciatoie e che con la loro scarsa morale minano alla base giornalmente i nostri principi essendo esempio di una classe vincente

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

Fine del Referendum?

Il voto delle amministrative del 12 giugno, i suoi risultati, con l’esultanza dei vincitori e la delusione degli sconfitti con il carico di polemiche e di recriminazioni, ha messo in ombra fino alla sua rimozione

In Primis la Sicilia

di Maurizio Scaglione

Vota e fai votare…. ma pensa con la tua testa

Vi ricordate quando, parliamo anni 60 e 70 , durante il periodo elettorale,  passavano per i quartieri le vecchie Fiat 600 con il megafono montato nel portabagagli sul tetto e gridavano con voce decisa, vota e fai votare Pinuccio Tal dei tali, per il tuo futuro , per il futuro dei tuoi figli, per il lavoro

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Il colpo di mano sull’autonomia differenziata

Subdolamente con un inserimento nella legge di bilancio sta passando l’autonomia differenziata. Si tratta di un collegato alla legge di bilancio fatto passare nella notte che sta riportando il tema dell’autonomia in corsa per essere approvato.