Silvia Mazza a Sgarbi: "Lasci perdere il Tempio G di Selinunte, c'è un Caravaggio da salvare" :ilSicilia.it

Silvia Mazza a Sgarbi: “Lasci perdere il Tempio G di Selinunte, c’è un Caravaggio da salvare”

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21 Settembre 2017

La Storica dell’arte Silvia Mazza interviene sulle recenti dichiarazioni del critico d’arte in merito alla Sicilia e al patrimonio culturale, infilando stoccate e lanciando un allarme.

Silvia Mazza

“Se Sgarbi, in corsa alle Presidenziali, cerca una metafora di una Sicilia che si rimetta in piedi – spiega Silvia Mazza –  lasci perdere il tempio G di Selinunte – peraltro all’operazione è contrario pure uno dei suoi assessori in pectore, il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa – (ma Sgarbi sa che ha già aderito al Manifesto di un altro candidato alla Presidenza, Nello Musumeci?). C’è, invece, da risollevare l’intero patrimonio regionale, a cominciare da un Caravaggio dimenticato a Siracusa.  E’ ancora lì, nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, dopo le nostre denunce del maggio scorso alla conferenza della Galleria regionale Bellomo sulle condizioni termo igrometriche proibitive in cui è stato abbandonato, e dopo un’altra estate in cui le temperature e l’umidità relativa hanno superato con percentuali che arrivano fino al 100% il limite ottimale”.

“Lasci perdere Sgarbi le «giarrettiere inglesi» di Armao o chi sia più «erotico» tra Musumeci, Lagalla o Micari, da troppo tempo sotto l’occhio voyeuristico della Soprintendenza di Siracusa si consumano le  «liaisons dangereuses» tra un Caravaggio e un Guinaccia: «Il Seppellimento di Santa Lucia», capolavoro dell’ultimo Caravaggio, è scandalosamente addossato alla legittima pala d’altare, fatto in sé già deprecabile, per la totale disattesa delle basilari nozioni sulla valorizzazione e fruizione delle opere d’arte, anche se si trattasse di un «minore» e non del polidoresco Deodato Guinaccia, e che diventa ancora più grave per tutta una serie di criticità che potrebbe innescare sotto il profilo conservativo. Forse che la Soprintendenza di Siracusa stia sperimentando, caso probabilmente unico in Italia, di danneggiare in un colpo solo non una, ma due opere d’arte contemporaneamente?!”

“E, a proposito – continua la storica dell’arte, non risparmiando una frecciatina polemica – Sgarbi sa che il Presidente della Regione presiede anche il Consiglio Regionale dei Beni Culturali, da poco reinsediato, e che tra i suoi componenti è stata nominata anche la soprintendente di Siracusa, Rosalba Panvini? Che, peraltro, non è in possesso dei requisiti richiesti, essendo un docente a contratto, e non un ordinario, come richiesto dallo stesso decreto di Crocetta di ricomposizione dell’organo consultivo: cosa dovremmo pensare, che sia stato valutato un credito il trattamento riservato al Caravaggio? Sostenga Sgarbi la battaglia per rimettere in piedi Santa Lucia, che la colpevole distrazione di chi avrebbe il compito istituzionale di tutelarla ha, invece, prostrata più di quanto non sia quel giovane corpo esanime sul nudo suolo a metà tra una latomia e una catacomba”.

“Ci troviamo di fronte a un nulla di fatto più vuoto di quelle spazialità gravate dall’assenza di materia – conclude Silvia Mazza -. Per suscitare attenzione  in Sicilia un Caravaggio deve essere rubato dalla mafia, come quello di Palermo nel 1969?”

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