Siracusano: "Non voterò Recovery Plan senza il Ponte. Limite 2026 superabile" :ilSicilia.it
Messina

la parlamentare di FI sollecita la svolta

Siracusano: “Non voterò Recovery Plan senza il Ponte. Limite 2026 superabile”

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31 Marzo 2021

Il Recovery Plan prevede che le opere finanziate vengano realizzate entro il 2026 ma non vi è dubbio che non è un limite insuperabile”. Lo ha dichiarato nel suo intervento alla Camera la parlamentare siciliana di Forza Italia, Matilde Siracusano che prosegue la sua battaglia sul Ponte e ribadisce la necessità di realizzare il collegamento veloce tra le due sponde dello Stretto.

La deputata messinese non fa giri di parole, spinge per una svolta e avverte: “Se il Ponte non verrà realizzato con le risorse che mette a disposizione l’Europa e se si andrà avanti con un alibi ormai che non regge sarebbe una colpa grave nei confronti del Sud e significherebbe piegarsi al pregiudizio ideologico di una parte minoritaria che sostiene il governo ed è quella del M5S, da sempre contraria alle grandi opere e quindi anche a questo intervento. Questa non potrà essere la mia colpa, e sarebbe per me un tradimento nei confronti dei siciliani e dei miei concittadini messinesi. Se il governo non darà un’indicazione diversa e non vorrà dire Sì al Ponte, io voterò in dissenso rispetto al mio gruppo parlamentare. Auspico che il governo faccia un supplemento di riflessione”.

“Stiamo parlando di un’opera strategica ed appare paradossale che l’Italia si rifiuti si realizzarla nonostante le risorse che l’Europa mette a disposizione per una serie di importanti finalità, a partire da quella di superare il divario tra le regioni del Paese. In Commissione Trasporti, dopo una lunga mediazione siamo arrivati ad una formulazione condivisa che in modo piuttosto “tiepido” suggerisce di realizzare l’infrastruttura per il collegamento veloce nello Stretto a seguito di questa misteriosa relazione che dovrebbe pervenire dal Ministero dei Trasporti e che richiama il periodo in cui era in carica l’ex ministro Paola De Micheli. Il mistero è che questa relazione sin qui non riesce a varcare ancora la porta del Parlamento”.

“I soldi del Recovery – ha evidenziato la parlamentare messinese – si potrebbero finanziare le opere a terra, quelle compensative o quelle relative alla riqualificazione delle sponde del reggino e del messinese. Mentre per completare l’opera (l’attraversamento) si potrebbero sfruttare i Fondi di sviluppo e coesione e quelli strutturali Ue. Non è detto che il progetto del ponte aggiornato alla luce dei progressi tecnologici non si riesca a completare in 5 anni. Per il Ponte sullo Stretto, opera strategica per l’Europa, negoziare una deroga solamente per il 5% delle risorse è una strada percorribile. Chiedere una deroga è una cosa plausibile al cospetto di un’opportunità straordinaria per il Mezzogiorno. Il Ponte offrirebbe la possibilità di imprimere una svolta anche in termini di transizione ecologica e sarebbe uno stimolo per realizzare anche le altre opere complementari”.

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