Specie 'aliene' nel Mediterraneo: pescato un esemplare di provenienza indopacifica :ilSicilia.it
Siracusa

Il ritrovamento a Portopalo di Siracusa

Specie ‘aliene’ nel Mediterraneo: pescato un esemplare di provenienza indopacifica

22 Agosto 2017

E’ stato pescato in Sicilia un nuovo pesce ‘alieno’ mai visto prima nel Mediterraneo: si tratta di una rara specie indopacifica di pesce pappagallo, Chlorurus rhakoura, finora osservata solo lungo la barriera corallina tra Sri Lanka e Australia.

Sei esemplari adulti, probabilmente trasportati nei nostri mari dalle acque di zavorra di grandi navi, sono rimasti impigliati nelle reti di un peschereccio vicino a Portopalo di Siracusa: due sono stati venduti al mercato, mentre gli altri quattro sono stati consegnati agli zoologi Gianni Insacco e Bruno Zava del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso che, dopo averli esaminati, li hanno descritti sulla rivista Mediterranean Marine Science.

Questi pesci appartengono ad una specie rara e molto elusiva, che è stata descritta per la prima volta solo 20 anni fa: per questo il loro ritrovamento nel Mediterraneo è ancora più sorprendente“, spiegano gli zoologi.

Gli adulti arrivano a 40 centimetri di lunghezza e si caratterizzano per il colore scuro, la coda sfrangiata e il margine blu elettrico della pinna ventrale e di quella caudale – continuano gli studiosi -. Tutti gli esemplari nascono di sesso maschile, ma poi quelli che si trasformano in femmine sviluppano una vistosa protuberanza sulla testa“.

Abituati a nutrirsi di molluschi e coralli in acque poco profonde, nel Mediterraneo potrebbero fare concorrenza ai pesci scaridi, “ma non credo che riusciranno facilmente a naturalizzarsi diventando una presenza stabile: i quattro pesci esaminati – spiega Insacco – avevano lo stomaco vuoto“.

Resta da chiarire il modo in cui sono arrivati.

Escludiamo l’introduzione per mano dell’uomo – concludono gli zoologi – visto che non sono commercializzati per uso alimentare né in ambito acquariofilo, così come la migrazione attraverso il Canale di Suez, visto l’assenza della specie nel mar Rosso e nella parte occidentale dell’oceano indiano”, affermano Insacco e Zava. E’ probabile che gli esemplari siano finiti nelle acque di zavorra di grandi navi che, a causa di malfunzionamenti dei sistemi di pompaggio e filtraggio, possono diventare delle ‘roulette ecologiche’ in grado di trasportare specie aliene anche di grosse dimensioni, e perfino interi branchi di pesci“.

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di Renzo Botindari

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