Speranza e Razza, ma il Covid è di destra o di sinistra? :ilSicilia.it

L'editoriale di Maurizio Scaglione

Speranza e Razza, ma il Covid è di destra o di sinistra?

di
23 Novembre 2020
scaglioneForse non è chiaro a tutti.

Siamo dentro una pandemia mondiale storica, una disgrazia sanitaria incredibile e non prevedibile.
Eppure tanti ambiti della politica e della società ancora cazzeggiano politicizzando questo tragico evento.
Ma il Coronavirus è di destra o è di sinistra?

I malati, gli ospedali, i vaccini, i medici, gli infermieri, gli operatori socio sanitari, i volontari sono di destra o di sinistra?
La scienza, i ricercatori, gli scienziati sono di destra o di sinistra ?

Vi sembra seria una eventuale risposta a queste mie (beninteso provocatorie) domande?

Anche noi operatori dell’informazione tante e troppe volte ci siamo lasciati andare. E purtroppo tanti continuano a relegare ad una disputa politica il virus, la sua cura e l’organizzazione.

Intendiamoci, sicuramente c’è tanto da raccontare con giusta analisi critica dove occorre, ma cadere nella faziosità politica bisognerebbe evitarlo sempre.

Eppure giornalmente sentiamo critiche ed attacchi al ministro Speranza e all’assessore Razza.

Io sono certo e convinto che potevano fare meglio, che potevano meglio capitalizzare i buoni risultati del primo lockdown, che potevano dedicarsi ad una migliore informazione ai cittadini e tanto altro che abbiamo visto e che non ci ha convinto.

Ma mi sembra ingiusto, ingeneroso e, soprattutto, incosciente cercare di dare un taglio politico sia ai problemi che ai successi.

Io non ne faccio un ragionamento politico, Speranza è un ministro di un governo di centro sinistra insieme ai Cinquestelle, Razza è un assessore di un governo di centrodestra.

Ma entrambi, sono certo, hanno fatto, stanno facendo e faranno di tutto per farci uscire fuori da questa pandemia.

Ricordiamoci che non hanno trovato una sanità nazionale e regionale perfetta, già a mala pena si riusciva a gestire l’ordinario, figuriamoci con un improvviso evento straordinario.

Prima dello scoppiare della pandemia tutti lamentavano carenza di organici e di anestesisti in particolare, ospedali non sempre efficienti ed a volta fatiscenti (specialmente nel sud Italia), ritardi negli approvvigionamenti ed attrezzature, pochissimi investimenti nella ricerca (le famose fughe dei cervelli all’estero) e soprattutto tagli, tagli e ancora tagli alla voce ‘sanità e salute’. E adesso che cosa vogliamo? Il miracolo di Santa Rosalia e Sant’Agata? Non si possono recuperare anni di arretratezza culturale nella sanità e di tagli incoscienti ai bilanci al volo, più che altro durante una improvvisa pandemia.

Quindi non facciamoci del male , già basta sto cavolo di Covid, e stiamo tutti uniti.

Lasciamo lavorare in pace il Ministro Speranza e l’assessore Razza con le loro truppe.

Noi staremo sul pezzo senza lesinare critiche, ma tutti dobbiamo contribuire con suggerimenti e proposte, denunciare ladroni e speculatori e cercare di stare più che possiamo a casa e se usciamo mettiamo la mascherina.

La politica è una cosa seria. Si dedichi al grande problema dei consumi che sono scomparsi così come i soldi dalle nostre tasche. I governi nazionali e regionali evitino i click day e le mancette e mettano tutti in condizione di vivere e non di sopravvivere.

Sulla Sanità, però evitiamo le speculazioni politiche fatte di mozioni, interrogazioni e altro.

Oggi è il momento di stare uniti e guardare con rispetto il lavoro dei nostri medici e di tutti gli operatori della Sanità .

Oggi dobbiamo portare assistenza e conforto in uno dei nostri anni più difficili.

Dobbiamo portare rispetto ai nostri malati ed ai nostri morti

Prendo in prestito dal Principe De Curtis, Totò , sui morti nella fantastica poesia “A livella”

Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:

nuje simmo serie… appartenimmo à morte!”. 

© Riproduzione Riservata
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