18 giugno 2018 - Ultimo aggiornamento alle 12.21
caronte manchette
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da giugno semaforo rosso

Stop ai pagamenti per Asu e Pip. Il direttore dell’Inps: “La Regione formalizzi il debito”

22 maggio 2018

Lo stop da parte dell’Inps al pagamento dei sussidi dei 5.200 Asu e dei 2.800 ex Pip, a partire dal mese di giugno, ha gettato i lavoratori nel panico. Una decisione presa lo scorso 18 maggio dopo che la Direzione regionale dell’Istituto di previdenza aveva più volte chiesto alla Regione di definire e concordare le modalità di restituzione di un debito di circa 140 milioni di euro che Palazzo d’Orleans ha accumulato negli ultimi 20 anni. Era questa la condizione posta al fine di rinnovare la convenzione, sul servizio di pagamento delle indennità, scaduta a dicembre 2017.  Tutto sembrava risolto nel gennaio scorso quando l’ex direttore del Dipartimento lavoro dell’assessorato alla Famiglia, Antonio Parrinello, e il suo omologo dell’Inps Sicilia, Sergio Saltalamacchia, avevano “trovato un’intesa”. Intesa che però è stata “disconosciuta” il mese dopo. A tal proposito per chiarire la vicenda abbiamo sentito proprio Saltalamacchia.

Direttore Saltalamacchia come stanno le cose?

“A gennaio avevamo trovato un’intesa con il precedente direttore del Dipartimento, abbiamo fatto l’ulteriore verifica analitica di tutte le partite creditorie, abbiamo trovato un’intesa che poi però non ha avuto seguito.

Cosa è successo?

“La Regione dopo aver firmato il verbale ha cambiato completamente posizione. L’assessorato di fatto ha smentito la decisione del precedente direttore del Dipartimento. A distanza di neanche un mese lo ha disconosciuto. Dopo di che c’è stata un’interlocuzione con l’assessore Ippolito, che ha cercato con tutta la sua capacità di mediazione, di trovare una soluzione. Soluzione che poi sotto il profilo tecnico non ha avuto seguito. Quindi siamo ritornati indietro di anni e a questo punto l’Inps non ha più il tempo e la possibilità di proseguire un’interlocuzione che non ha dato nessun frutto”.

Perchè secondo lei l’assessorato ha cambiato idea?

“Non glielo so dire. Il precedente capo del dipartimento la soluzione l’aveva trovata e condivisa insieme ad Inps. Poi questa soluzione è naufragata. Posso dire assolutamente che l’intervento dell’assessore Ippolito è stato teso a risolvere il problema, però poi la tecnostruttura della Regione non ha dato seguito. Questo dovrebbe chiederlo alla Regione”.

Quali costi vi comporta il servizio?

“A noi costa sia in termini di mancata realizzazione del credito, perché non è neanche iniziato un pagamento rateale, e soprattutto ci costa in assorbimento di risorse umane. Noi abbiamo 10 persone che lavorano solo per il pagamento di Asu e Pip, a detrimento di altre attività”.

Secondo lei la Regione è nelle condizioni di internalizzare il servizio?

“Sia il pagamento di Asu e Pip può essere tranquillamente affrontato dalla Regione Siciliana che mi risulta avere ben più dei 2000 dipendenti che come Inps abbiamo in Sicilia. Credo, quindi, che un servizio del genere possa essere reinternalizzato senza alcun trauma”.

Circola la voce che il presidente Musumeci si stia occupando della cosa in prima persona. Le risulta?

“Ad oggi non ho notizie di ritorno, anche perché la comunicazione è molto recente, di venerdì scorso”.

Se la Regione ve lo dovesse chiedere, sareste disposti a riprendere il servizio? 

“Noi al tavolo ci siamo seduti più di una volta, ci siamo seduti tre volte. A questo punto abbiamo bisogno di impegni formali. Non è più possibile pensare di continuare a discutere su aspetti che veramente sono chiarissimi, serve soltanto che la Regione intanto formalizzi l’avvio del riconoscimento legislativo del debito, perché tutte le partite debbono essere inserite nella Legge di Bilancio, e formalizzare se ritiene di pagare in maniera dilazionata. La prima comunicazione che ho fatto è dell’ottobre dell’anno scorso, siamo arrivati a maggio. Non possiamo pensare di tirarla per le lunghe”.

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