Palermo-Agrigento: slitta incontro con Delrio. Scattano i licenziamenti :ilSicilia.it
Agrigento

Appuntamento rinviato al 27 ottobre

Palermo-Agrigento: slitta incontro con Delrio. Scattano i licenziamenti

23 Ottobre 2017

Slitta l’incontro che i sindacati degli edili di Feneal, Filca, Fillea avevano oggi pomeriggio a Caltanissetta col ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio per fare il punto sul cantiere sulla strada Palermo-Agrigento. I sindacati erano pronti a chiedere impegni precisi per garantire il completamento dei lavori sulla tratta Bolognetta-Lercara, già in ritardo di un anno e a rischio interruzione. L’incontro è stato spostato al 27 ottobre, nel corso di una prossima visita del ministro a Palermo.

“Il ministro, che stamattina si è recato in visita al cantiere per rendersi conto di persona dello stato dei lavori, intende verificare con gli uffici e gli enti competenti tutti i problemi legati al proseguimento dell’appalto – dichiarano Ignazio Baudo, Paolo D’Anca e Francesco Piastra, per Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Palermo Chiediamo che il prossimo incontro si tenga presso una sede istituzionale, per avere la possibilità di discutere in maniera approfondita dell’appalto e delle opere pubbliche in attesa di essere avviate a Palermo”.

Proprio oggi, nel cantiere della Cmc, a Bolognetta, tra i luoghi al centro della visita del ministro, scattano i primi 35 dei 61 licenziamenti. “Chiediamo che il ministro al più presto possa intervenire presso l’Anas per superare rapidamente i problemi tecnici emersi, che rischiano di lasciare a metà l’opera. In modo, anche, da poter riassorbire i lavoratori già licenziati”, aggiungono Baudo, D’Anca e Piastra.

La richiesta dei sindacati degli edili di Palermo è di velocizzare l’iter amministrativo e burocratico per la definizione della variante progettuale che dovrà consentire il completamento dell’opera lungo la Bolognetta-Lercara. “Al ministro vogliamo chiedere che lo stanziamento di circa 50 milioni di euro per la modifica progettuale avvenga in tempi rapidi – aggiungono Baudo, D’Anca e Piastra – Ci preoccupa quello che ha dichiarato l’azienda, su una possibile sospensione dei lavori nel caso in cui non si giunga all’approvazione della variante, in quanto su 36 milioni di lavori ancora da svolgere soltanto 12 milioni sarebbero effettivamente utilizzabili”. Baudo, D’Anca e Piastra inoltre propongono che la clausola per il riassorbimento dei lavoratori da parte della contraente generale, così come chiesto al tavolo con Anas, “venga estesa prevedendo una riserva per la riassunzione dei lavoratori anche nel caso in cui si ricorra a un nuovo appalto”.

Cefalù-Castelbuono - IL TRACCIATO
Cefalù-Castelbuono – IL TRACCIATO © D. Guarcello

Sul tavolo del futuro confronto con il ministro ci sarà anche lo sblocco delle opere pubbliche di Palermo. Al ministro Delrio i sindacati degli edili intendono sollecitare l’avvio del cantiere della “Toto Costruzioni”, da 346 milioni di euro, per il secondo stralcio del raddoppio ferroviario Cefalù-Castelbuono, mai partito; la chiusura dell’anello ferroviario di Palermo già finanziato; l’attivazione delle opere pubbliche del Patto per Palermo e del Patto per il Sud.

© Riproduzione Riservata
Tag:
Il cielo di Paz
di Mari Albanese

Lettera di un’adolescente dalla sua quarantena

Oggi la mia rubrica ospita una lettera molto intensa scritta da un’adolescente che ci narra i suoi giorni di quarantena. Osservare la vita attraverso i social e distanti dagli affetti più importanti per i giovanissimi è stato molto faticoso. Possono i libri aiutare a lenire la solitudine?
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.