Strada statale 118, Di Giorgio (Lega): "Silenzio assordante sull'ammodernamento" :ilSicilia.it
Palermo

la dichiarazione

Strada statale 118, Di Giorgio (Lega): “Silenzio assordante sull’ammodernamento”

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14 Settembre 2020

“Ancora una volta sull’ammodernamento della strada statale 118 registriamo un assordante silenzio. L’opera con ogni probabilità è fuori dall’elenco delle opere finanziabili con le risorse del Recovery fund”, lo afferma Francesco Di Giorgio, sindaco di Chiusa Sclafani (Pa) e vicesegretario regionale della Lega Sicilia Salvini Premier.

“Sono anni – continua il sindaco di Chiusa Sclafani – che attendiamo i lavori di ammodernamento della ‘corleonese-agrigentina’, un’arteria fondamentale che collega diversi centri, tra cui anche il nostro, con Palermo ma anche con le autostrade per Catania e Messina. Di fatto non abbiamo più notizia di questi interventi da quando con il governo Berlusconi si era riusciti ad avere un progetto preliminare che prevedeva 5 lotti e si era riusciti a farne realizzare 1, quello centrale. Da allora tutto tace”.

Ma sono soprattutto le occasioni perse il cruccio dell’esponente leghista: “erano state trovate le risorse necessarie agli interventi ed addirittura era stato dato l’incarico per la realizzazione del progetto esecutivo degli altri lotti ma non si è più fatto nulla. Adesso che sarebbe possibile utilizzare le risorse del Recovery fund il sindaco della Città metropolitana Leoluca Orlando non ha ritenuto necessario incontrare i sindaci della provincia per verificare le reali necessità dei territori in vista della segnalazione di progetti da sottoporre al Governo nazionale e purtroppo c’è tempo solo fino al 17 settembre”.

“E’ inaccettabile che un sindaco metropolitano ignori sistematicamente le richieste dei territori ma è altrettanto scandaloso che un viceministro siciliano alle infrastrutture non si sia posto il tema di coadiuvare gli enti locali nel fare queste scelte fondamentali. Purtroppo il viceministro Cancelleri in questo momento mi sembra più impegnato a girare l’Italia per la campagna elettorale” conclude Di Giorgio.

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