Strade colabrodo sulle Madonie, Comune di Collesano: "Colpa della ex Provincia" :ilSicilia.it
Palermo

Comune e privati fanno da sé

Strade colabrodo sulle Madonie, Comune di Collesano: “Colpa della ex Provincia”

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8 Febbraio 2019

La viabilità rappresenta la grande emergenza dell’intero comprensorio madonita, oggetto peraltro di un forte e costante spopolamento. Strade colabrodo, dissestate, chiuse, che impongono il dirottamento del traffico su percorsi non adeguati a sostenere l’aumento del flusso. Spesso diventano le uniche vie di fuga e a farne le spese sono i cittadini, l’economia, l’accesso ai servizi più elementari.

strada-chiusa«Un’ambulanza, con un infartuato a bordo, è passata con il rosso e – dichiara il sindaco di Collesano, Giovanni Meli – ha creato un ingorgo, questa volta senza tragiche conseguenze». Il riferimento è alla bretella parallela alla SP9 che collega Campofelice di Roccella a Collesano, regolata nel tratto finale da semafori a causa del restringimento della carreggiata che impedisce o rende molto difficoltoso il passaggio a doppia corsia.

Dopo che una frana, nel marzo dello scorso anno, al chilometro 3.400, ha prodotto un’ordinanza di chiusura della SP9 da parte della Città metropolitana di Palermo, la strada secondaria oggi è la sola via di fuga verso la costa o in caso di calamità naturali o, ancora, per raggiungere gli ospedali di Termini Imerese e di Cefalù e gli istituti di scuola secondaria; gli studenti pendolari, infatti, sono costretti ad accumulare spesso ritardi sia all’ingresso che al rientro presso le proprie abitazioni.

La SP9 prosegue per Isnello fino a Castelbuono e anche in quella direzione la situazione è critica. Una caduta massi dello scorso primo gennaio ha portato la Città metropolitana a un’altra chiusura. Un isolamento insostenibile per i pochi operatori commerciali che hanno deciso di investire ancora in questo territorio, tenuto conto che quell’asse congiunge il flusso turistico al Parco astronomico di Isnello e a Piano Battaglia.

La frana poco sopra il bivio Drinzi in direzione Isnello, tuttavia, è già oggetto di interventi da parte di operai rocciatori per mettere in sicurezza le reti di protezione. I tempi di apertura non dovrebbero essere eccessivamente lunghi. In ogni caso, sia su questo tratto che su quello in direzione di Campofelice, transita a proprio rischio una parte di automobilisti spesso in difficoltà nel prolungare tempi e distanze.

La causa di tutto ciò è sempre la stessa: la Città metropolitana (ovvero l’ex Provincia) non ha soldi in bilancio.

Alla luce di ciò il sindaco Meli, forte della disponibilità gratuita di mezzi e manodopera da parte delle ditte locali Placa e Zappulla, ha emanato un’ordinanza per procedere immediatamente alla messa in sicurezza del tratto sulla Sp9 in direzione Campofelice e al ripristino della viabilità. «Rappresenta una soluzione locale e provvisoria – scrive Meli – per misure non definitive e di efficacia temporalmente limitata per garantire la sicurezza pubblica». E aggiunge: «C’è un interesse pubblico preminente che non può attendere oltre».

 

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