Studenti disabili: ancora disagi all’Università degli studi di Palermo. “Ci vogliono ghettizzare. L’assistenza non funziona” | ilSicilia.it :ilSicilia.it
Palermo

Una studentessa: "non sono potuta andare in bagno per ben quattro ore perchè il mio assistente era maschio"

Studenti disabili: ancora disagi all’Università degli studi di Palermo. “Ci vogliono ghettizzare. L’assistenza non funziona”

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3 Luglio 2017
Ancora disagi per gli studenti disabili dell’Università di Palermo che hanno bisogno dell’assistenza per poter svolgere le attività didattiche presso le varie sedi dell’Ateneo. Dopo la retromarcia fatta sull’erogazione del servizio, per il mese di luglio, nelle sole ore della mattina, sembrava che tutto fosse tornato alla normalità.

E invece no, perché le ultime decisioni comunicate dalla responsabile dell’Unità operativa abilità diverse, la dottoressa Giulia Ingrassia, dispongono che nelle ore pomeridiane gli utenti possono richiedere l’operatore per incontrarsi con i propri tutor, per la preparazione degli esami o delle tesi, solo nella sala lettura Wurt adiacente l’edificio 12 e nella sala lettura della biblioteca centrale sita nell’edificio 7. “Queste strutture – si legge nella nota inviata agli studenti sono le uniche che rimarranno aperte in orari pomeridiani essendo presidiate da operatori del servizio reception”.

“Una vera e propria discriminazione”, denuncia Antonella D’Alia, studentessa di Psicologia. “Ci vogliono ghettizzare – aggiunge – io devo avere la stessa libertà di movimento che hanno tutti gli altri. Posso subire i limiti imposti dalla mia condizione fisica, ma non quelli imposti dalle istituzioni, peraltro in piena violazione dei miei diritti sanciti dalla legge e dai regolamenti interni”.

L’articolo 2 del bando di gara con il quale è stato affidato l’appalto, infatti, stabilisce che il servizio deve essere effettuato da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 19.30, per un numero di 20 ore settimanali. Per questo la ditta deve dotarsi del personale sufficiente per l’espletamento del servizio. Personale che la Sanfilippo Onlus, l’associazione che si è aggiudicata la gara, garantisce nella misura di 1 operatore ogni 5 utenti, secondo quanto previsto dalla normativa per l’assistenza ai disabili in uno stesso plesso. Le attività universitarie, però, si svolgono in diverse sedi e pertanto gli 8 assistenti disponibili non riescono a garantire i servizi individualizzati.

“Ho dovuto annullare l’incontro con il mio relatore”, ha raccontato Maddalena Spataro, studentessa di Scienze pedagogiche. “Ho chiamato per dire che arrivavo un’ora più tardi rispetto a quanto previsto e che, invece di recarmi all’Unità operativa abilità diverse, dovevo andare all’edificio 14. L’operatrice che avevo prenotato non ha potuto accompagnarmi perché aveva un’altra ragazza da assistere e doveva stare con lei al Cud (Centro universitario disabili). Così sono stata costretta a rimanere a casa”.
“Noi siamo studenti universitari
– ribadisce Maddalena – non siamo bambini delle elementari che stanno tutto il giorno in un unico plesso”.

Ma non sono solo questi i problemi lamentati. Martedì scorso, infatti, ad Antonella D’Alia è stato assegnato un assistente maschio. “Un ragazzo gentile e professionale – ci tiene a sottolineare Antonella – solo che non sono potuta andare in bagno per ben quattro ore, fino a quando non è passata per caso una mia amica che mi ha accompagnato”. Nello stesso giorno, paradossalmente, a Giuseppe Lo Medico, studente di Scienze del turismo, era stata assegnata un’assistente donna.

La Sanfilippo Onlus per voce del suo rappresentante, Santino Boncaldo, ha precisato che non sono loro a decidere né le fasce orarie né i plessi in cui espletare il servizio.  “È l’Università che decide tutto questo. C’è stato detto che nel mese di luglio l’edificio 7 e l’edificio 12 sono gli unici due aperti nel pomeriggio. Noi andiamo dove ci viene chiesto”. Per quanto riguarda, invece, i disagi relativi all’utilizzo dei servizi igienici “si sarà trattato di un disguido. Faremo in modo che ciò non accada più”.

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