Successo a Sassari per "Il Trovatore" di Verdi diretto da due siciliani | ilSicilia.it :ilSicilia.it

Alberto Maniaci e Roberto Catalano

Successo a Sassari per “Il Trovatore” di Verdi diretto da due siciliani

di
8 Dicembre 2019

Grande successo per “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi a Sassari, diretto dai due siciliani, Maniaci e Catalano.

Applausi a scena aperta, ripetuti complimenti ai cantanti dal pubblico e un chiaro successo per direttore, regia e tutto lo staff: è stato un successo pieno, il ritorno dopo 15 anni a Sassari del Trovatore di Giuseppe Verdi, andato in scena venerdì al Teatro Comunale. Applauditissimi tutti i protagonisti: dal mezzosoprano Silvia Beltrami, interprete di una intensa Azucena, al tenore Antonio Corianò (Manrico); dal baritono Dario Solari (Il Conte di Luna), al soprano Chiara Isotton, (Leonora), fino al giovane basso Francesco Leone(Ferrando). Con loro il soprano Maria Bagalà (Ines), Enrico Zara (Ruiz), Stefano Arnaudo (Un vecchio zingaro) e Claudio Deledda (Un messo).

Applausi fragorosi anche per l’Orchesta dell’Ente Concerti diretta dal palermitano Alberto Maniaci, capace di guidare una complessa partitura, e il Coro dell’Ente preparato da Antonio Costa.

Maniaci, fresco di direzione de “La Traviata” lo scorso settembre al Teatro Massimo di Palermo, non ha disatteso le aspettative del pubblico sardo, confermandosi così come uno dei direttori d’Orchestra più promettenti all’interno della scena musicale nazionale.

Al nuovo allestimento dell’opera ci ha pensato il giovane regista siciliano Roberto Catalano, accompagnato dallo scenografo Emanuele Sinisi,dalla costumista Ilaria Ariemmee da Fiammetta Baldiserrial disegno luci. Il contrasto tra bianco e nero, tra luci ed ombre ha sottolineato l’evolversi dell’intricata trama descritta dal libretto di Salvadore Cammarano e tratta dal Trovadordi Antonio Garcia Gutierrez. Grandi teli e una scena con pochi elementi hanno fatto da sfondo al trauma di Azucena, rappresentato da un tappeto di cenere nera – evocativa del rogo su cui trovarono la morte la madre e il figlio – che col tempo andava via via sparendo lasciando il posto al bianco, grazie all’amore di Manrico e Leonora e al sacrificio di quest’ultima per salvare la vita all’amato; la stessa cenere che alla fine ricadrà sul Conte, responsabile di un nuovo terribile delitto.

 

 

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