Teatro: allo Spazio Franco il crudele "Pinùocchio" di Rosario Palazzolo :ilSicilia.it
Palermo

frutto di un laboratorio iniziato a febbraio

Teatro: allo Spazio Franco il crudele “Pinùocchio” di Rosario Palazzolo

4 Giugno 2019

All’interno della rassegna teatrale Scena Nostra, focus sulla drammaturgia contemporanea siciliana ideata da Spazio Franco, debutta martedì 11 maggio, ore 21,15 presso i Cantieri Culturali della Zisa, “Pinùocchio” di Rosario Palazzolo.

Palazzolo
Rosario Palazzolo

Lo spettacolo è una riscrittura attinta da Collodi, nata dalla volontà di rischiare o “complicarsi la vita”, come ha detto lo stesso Palazzolo.

La piéce è il risultato di un percorso laboratoriale che, a partire da febbraio, ha coinvolto sedici attori: Alessio Barone, Stefania Blandeburgo, Floriana Cane, Delia Calò, Clara De Rose, Noa Di Venti, Angelo Grasso, Rossella Guarnieri, Chiara Italiano, Viviana Lombardo, Anton Giulio Pandolfo, Alessandro Pennacchio, Vittoria Pirrone, Preziosa Salatino, Gabriella Sampognaro, Maria Vittoria Virga.

Pinùocchio è un testo crudele, si legge nelle note di regia, che gioca col modello collodiano, amplificandone l’ambito allegorico.

Racconta di una società feroce che ha annullato qualsiasi differenza in nome di una globalizzazione meschina e violenta, una società organizzata in tre gruppi che si dividono lo spettro delle possibilità.

Ci sono gli Ueducatori, coloro i quali plasmano le coscienze, insegnando il dispregio, l’intolleranza, l’acrimonia; i Tuiranni, che di quelle coscienze si prendono gioco, punendo chiunque scelga un percorso differente; e gli Uindecenti, infine, che subiscono le angherie, gli ultimi, le ruote del carro di una società che non ha più un carro, che ha smesso di figurarsi un percorso, di assicurarsi un arrivo, gli unici che hanno trovato il modo di garantirsi un domani.

“Perché Pinuocchio intende raccontare di un futuro prossimo, per nulla ipotetico, che cancella ogni traccia di sé, perché i posteri, se mai questa Suocietà dei Baluocchi possa prevederne,  faranno sicuramente a meno della storia”.

Nessuna speranza, dunque, o consolazione o via di fuga o possibilità di cambiare le cose. Un futuro maledetto, miserabile e accanito. Un futuro che minaccia il futuro a venire di altra noia, altro nulla, altra guerra. Un futuro che è già al passato prima di essere al presente, un futuro scorso.

Lo spettacolo, prodotto da Spazio Franco e Spazio Marceau (scene Luca Maninno; musiche originali Francesco Di Fiore; trucco Vittoria Pirrone; assistente alla regia Angelo Grasso; assistente di produzione Clara De Rose) replicherà mercoledì 12 e giovedì 13 giugno (ore 21:15).

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