20 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 17.58

Il centrodestra in panne

Tempi duri per la maggioranza all’Ars, la stagione delle riforme allunga i tempi

23 Giugno 2018

La settimana politica che si è appena conclusa ha portato in dote alla coalizione che supporta il governo regionale una necessaria, e già intrapresa, pausa di riflessione.

La stagione delle riforme che Palazzo d’Orleans vuol portare avanti, un blocco di idee più volte messe in campo dal governo regionale, tra finanziaria e ‘collegato’, si è infranta  fino a questo momento sul muro di incomprensioni della coalizione e sulle diverse vedute su come realizzarle, finendo alla fine prevediblmente col giungere a una modalità dal respiro legislativo più ampio.

Il fronte delle opposizioni svaria dalla linea intransigente dei 5stelle che bollano come velleitarie le proposte  accennate dal governo e i Dem che stanno a guardare, lasciando l’iniziativa a chi deve sbrogliare la complicata matassa.

In mezzo sta scorrendo il primo anno del governo regionale, uscito dalle urne di novembre colmo delle aspettative dei siciliani e che è servito a rigenerare, al di là del risultato senza botti delle Politiche, l’immagine, negli ultimi anni un po’ appannata dello schieramento.

Tra i democrat prevale la linea di chi attende al varco, nel ruolo di opposizione l’interlocutore istituzionale senza prevedere, ai blocchi di partenza, troppi sconti. Il Pd, che in occasione della legge di stabilità regionale ha avuto modo di innescare nella dinamica dell’aula una serie di circostanze favorevoli di cui ha beneficiato ottenendo visibilità, mantiene attraverso il suo capogruppo Giuseppe Lupo un giudizio negativo sulle scelte e sulle idee di riforma dell’esecutivo: “Il Pd proporrà le proprie riforma e vedremo se in parlamento la maggioranza le sosterrà. Penso ad esempio alla riforma del turismo e delle Ipab”.

Per Lupo, melina d’aula a parte, parlano i fatti: “Fino a questo momento, a parte l’accorpamento di Ircac e Crias tra le norme presentate dal governo di riforme non c’è nulla”.

Per il capogruppo all’Ars di Sicilia Futura Nicola D’Agostino la questione delle riforme da portare in parlamento è molto più complessa di come viene presentata: “Se ci troveremo di fronte a leggi autonome e non a norme singole inserite in un contenitore omnibus, valuteremo la qualità delle proposte, non ci sottrarremo al confronto. Sicilia Futura ha già dimostrato lo spirito con cui si pone di fronte agli aspetti  istituzionali e di merito di queste vicende”. D’Agostino poi però non manca di precisare: “Lo sgretolamento che c’è all’interno della maggioranza è un dato di fatto”.

E poi, a cavallo dell’insediamento dei sindaci premiati alle amministrative al primo turno, Giacomo Tranchida a Trapani e Salvo Pogliese a Catania, e alla vigilia dei ballottaggi che riguardano nell’isola almeno tre capoluoghi (Siracusa, Ragusa e Messina) la scadenza fissata dalla nuova ordinanza di Nello Musumeci, che prevede la decadenza dei sindaci rispetto a una serie di prescrizioni specifiche, incombe in tutta la sua portata.

Insomma nei prossimi giorni l’interesse è assicurato. Non mancheranno nè i problemi, nè, si spera, le soluzioni.

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